Sinner e Alcaraz, a Montecarlo corrono più di Bolt: il francese Humbert travolto in un’ora
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Redazione Sport
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L’uomo più veloce del pianeta Terra, seduto in tribuna a guardare, e allora viene una certa fretta anche ai due tennisti più forti del mondo (battuta voluta). Jannik Sinner, numero due del ranking, impiega un’ora e quattro minuti per smontare il mancino francese Ugo Humbert – che si presenta in campo con una vistosa fasciatura alla gamba destra – con un doppio 6-3, 6-0 che non lascia spazio a repliche. Poco dopo, sullo stesso centrale, Carlos Alcaraz ne mette cinque in più (un’ora e nove minuti) per liquidare l’argentino Baez (6-1, 6-3), non prima però di aver impresso sulla terra battuta il marchio di un dritto incrociato viaggiato a 183 chilometri orari. Lo spagnolo, certo di perdere il numero uno mondiale al termine del torneo, corre comunque come chi non ha intenzione di aspettare nessuno.
La strategia di Humbert, il servizio che non c’è e la legge di Sinner
Il francese, va detto, aveva pure studiato un piano: servire forte e chiudere lo scambio in due, massimo tre colpi. Una strategia che, sulla carta, può mettere in difficoltà anche i migliori, ma che contro Sinner si è trasformata in un boomerang. La percentuale di prime palle di Humbert è crollata al 43%, un dato impietoso che gli ha tolto qualsiasi possibilità di imporre il proprio gioco. Sinner, dal canto suo, ha fatto ciò che sa fare meglio: prendere il controllo della linea di fondo, allungare i tempi degli scambi quando serviva, accelerare senza preavviso. Il 6-0 nel secondo set non è stato un accanimento, bensì la naturale conseguenza di un divario tecnico e fisico che in questo avvio di stagione appare incolmabile per la gran parte degli avversari.
“Roland Garros è l’obiettivo del 2026” – la conferma arriva dal Principato
A margine dell’incontro – il secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo, terzo appuntamento di questa categoria nella stagione – Sinner ha ribadito con chiarezza quello che già molti sospettavano: «Il Roland Garros è il grande obiettivo del 2026». Nessuna esitazione, nessuna formula di cortesia. Una dichiarazione secca che trasforma l’intera primavera sulla terra in una preparazione mirata a un unico, grande appuntamento parigino. L’azzurro, che ha approdato al terzo turno senza aver mai messo realmente la marcia più alta, dovrà attendere giovedì 9 per conoscere il nome del prossimo avversario, che uscirà dal confronto tra Cerundolo e Machac. Un’attesa resa ancora più morbida dal fatto che, in questo stato di forma, l’identità dell’altro giocatore sembra quasi un dettaglio.
Il nodo del doppio e il rischio forfait per Berrettini (che intanto avanza)
Proprio questa programmazione serrata rischia però di portare con sé un intoppo logistico non da poco. Oggi, martedì 7 aprile, Sinner ha superato Humbert nel singolare; l’impegno successivo è fissato tra due giorni, ma proprio in quella stessa giornata potrebbe essere chiamato a scendere in campo anche nel tabellone di doppio. Un rischio forfait, insomma, che il diretto interessato e il suo staff dovranno valutare con attenzione, perché le energie non sono infinite e l’obiettivo dichiarato (Parigi) impone delle scelte. Nel frattempo, un altro azzurro avanza: Matteo Berrettini ha anch’egli superato il turno, tenendo alta la bandiera italiana in un torneo che, almeno per ora, sorride ai colori azzurri. La cronaca, però, si ferma qui: nessuna conclusione affrettata, nessuna speculazione sul futuro. Solo i fatti, e il dato che due ragazzi – uno alto biondo, l’altro dal rovescio spettacolare – hanno appena messo le ali ai piedi di fronte al fulmine giamaicano.




