Sinner, esordio con schianto su Humbert a Montecarlo: 6-3 6-0 e ottavi in tasca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner ha aperto la sua stagione sulla terra battuta nel modo più categorico possibile, quasi fosse un messaggio lanciato ai rivali, e in particolare a quel Carlos Alcaraz che lo ha battuto nelle ultime due finali del Grande Slam sul rosso. Al suo debutto nel Masters 1000 di Montecarlo, il numero due del mondo ha impiegato appena sessantaquattro minuti – o, se si preferisce essere precisi, un’ora e cinque minuti secondo il referto ufficiale – per sbarazzarsi del francese Ugo Humbert, trentaquattresima forza del ranking Atp, rifilando un pesantissimo 6-3, 6-0 al malcapitato transalpino. Una prestazione, quella dell’altoatesino, che lascia pochi spazi all’interpretazione: se c’era qualche dubbio sullo stato di forma dopo il passaggio dalla velocità del cemento americano alla lentezza strategica del rosso monegasco, Sinner ha fornito una risposta inequivocabile. Il dato statistico che più impressiona, al netto della vittoria in sé, è il parziale del secondo set: Humbert, nella sua totale impotenza, ha raccolto appena sei punti in quattro giochi, letteralmente travolto dalla potenza e dalla precisione del colpo dell’azzurro.

I fantasmi del passato e il divario incolmabile

Per comprendere appieno la portata di questo successo, forse varrebbe la pena di tornare indietro nel tempo, anche se quei precedenti – a onor del vero – sembrano appartenere a un’altra era tennistica. Il bilancio dei confronti diretti, prima di oggi, era in perfetta parità: una vittoria per parte, ma con un *caveat* sostanziale. Nel lontano 2019, quando entrambi erano alle prime armi, Humbert riuscì a imporsi ai gironi delle Next Gen Atp Finals di Milano; una sconfitta che Sinner, già due anni dopo, nel 2021, cancellò battendo il mancino di Metz negli ottavi del Masters romano con un secco 6-2, 6-4. Da allora, le traiettorie delle due carriere hanno preso direzioni opposte: se Humbert, che vanta sette titoli in bacheca e un best ranking da numero 13 raggiunto nel 2024, si è attestato su livelli di solida rispettabilità, Jannik ha invece compiuto il salto di qualità che lo ha proiettato nell’élite del circuito. La fragilità mostrata dal francese nel secondo parziale di oggi, dove ha letteralmente assistito impotente al dominio altrui, non fa altro che certificare un divario tecnico e mentale ormai incolmabile tra i due.

La macchina da guerra e il record silenzioso

Al di là dell’avversario di turno – che comunque, va detto, in questa stagione vanta un bilancio di undici vittorie e nove sconfitte, con una finale persa ad Adelaide contro Machac – la partita di Sinner assume i contorni di una dichiarazione d’intenti. Reduce dal cosiddetto "Sunshine Double" (il back-to-back di Indian Wells e Miami, vinti nonostante la fatica e il caldo), l’azzurro non ha mostrato alcuna difficoltà di adattamento a una superficie, la terra battuta, che storicamente gli ha regalato le delusioni più cocenti. Ricordiamo le finali perse l’anno scorso, quella di Roma e quella mitologica di Parigi dove tre matchpoint a favore sono svaniti contro Alcaraz, o la semifinale di due anni fa qui a Montecarlo, quando una chiamata arbitrale sbagliata lo "derubò" del doppio break nel terzo set contro Tsitsipas. Ecco, quegli spettri sembrano definitivamente esorcizzati. Con questo successo, Sinner allunga a trentasei i set consecutivi vinti in altrettante partite valide per i Masters 1000, un filotto che testimonia una continuità di rendimento spaventosa.

Gli ottavi e il contesto di un mercoledì italiano

Ad aspettarlo ora, ai sedicesimi del torneo (o ottavi di finale, a seconda della nomenclatura che si preferisce usare), ci sarà il vincitore del match tra l’argentino Francisco Cerundolo e il ceco Tomas Machac; un turno, quello previsto per giovedì, che Sinner affronterà ovviamente con i favori del pronostico, anche se sulla terra le insidie sono sempre dietro l’angolo. Nel frattempo, il pomeriggio di tennis italiano a Montecarlo ha regalato altre emozioni, sebbene non tutte positive. Se Jannik viaggia spedito verso i quarti, prima del suo show si erano già visti altri azzurri in campo: Matteo Berrettini ha approfittato del ritiro di Roberto Bautista Agut (sul punteggio di 4-0 per l’azzurro), guadagnandosi un secondo turno di fuoco contro Daniil Medvedev, mentre Luciano Darderi ha invece steccato, perdendo il primo set al tiebreak contro il polacco Hubert Hurkacz. Ma in una giornata dominata dalla pioggia di colpi di Sinner, il resto passa inevitabilmente in secondo piano.

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