Sinner a Montecarlo è poesia in movimento: volée da applausi e un obiettivo dichiarato
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Redazione Sport
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Jannik Sinner, nel secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo, ha regalato un’ora di tennis che, per qualità e pulizia tecnica, rasenta la perfezione assoluta. Di fronte a un pubblico monegasco rapito – e con l’inaspettata presenza sugli spalti del velocista giamaicano Usain Bolt – l’altoatesino ha letteralmente travolto il francese Ugo Humbert con un doppio 6-3, 6-0, in un match che non ha mai realmente avuto storia. Quello che colpisce, osservando il punteggio netto e il disimpegno impressionante del numero due del mondo, non è soltanto la superiorità atletica, ma una serie di gesti tecnici di rara fattura: tra questi, una volée di rovescio eseguita con una morbidezza e un tempismo tali da strappare l’applauso a caldo degli addetti ai lavori. Una lezione, insomma, su come si chiude un punto a rete senza mai perdere l’equilibrio.
La strategia di Humbert, annullata da una prima palma inconsistente
Il francese, va detto, si era presentato sul centrale con un’idea di gioco ben precisa, ovvero quella di martellare con il servizio e abbreviare gli scambi in due, tre colpi al massimo. Peccato, per lui, che la sua prima palla abbia viaggiato con una percentuale bassissima (43%), un dato impietoso che gli ha impedito di mettere in pratica qualsiasi pressione. Senza quell’arma, il suo tennis si è disintegrato progressivamente, fino a cedere il secondo parziale con un pesante 6. Sinner, dal canto suo, non ha avuto bisogno di compiere particolari stravolgimenti tattici: gli è bastato restare solido da fondo, leggere in anticipo le traiettorie e, quando se n’è presentata l’occasione, salire a rete con quella sicurezza che lo sta trasformando in un giocatore completo.
Il grande obiettivo del 2026: Parigi chiama, Montecarlo risponde
Al termine del match, lo stesso Sinner ha voluto chiarire quali sono le priorità della sua stagione, senza lasciare spazio a fraintendimenti. «Il Roland Garros è il grande obiettivo del 2026» – ha confermato, davanti ai microfoni, l’azzurro. Una dichiarazione che, lungi dall’essere una semplice dichiarazione d’intenti, riallinea le aspettative sul rosso che conta. Il torneo del Principato, in questo senso, rappresenta il banco di prova ideale per testare le sensazioni su una superficie che storicamente ha premiato la pazienza e la costruzione del punto, due qualità che il giovane italo-tedesco possiede ormai in abbondanza. Ed è proprio su questa terra battuta che Sinner ha dimostrato di poter variare il suo repertorio, alternando la potenza dei colpi da fondo a quelle incursioni a rete che, come nel caso della volée di cui si diceva, hanno il sapore dell’arte.
Cronaca di un pomeriggio monegasco: tra gli ottavi, Berrettini e Alcaraz
La giornata di ieri, del resto, ha offerto altri spunti degni di nota. Carlos Alcaraz, detentore del titolo, ha liquidato l’argentino Sebastian Baez guadagnandosi un posto negli ottavi, a conferma che il livello del torneo resta altissimo. E non è finita qui: oltre a Sinner, anche Matteo Berrettini ha superato il primo turno, sebbene con un percorso differente, dando così all’Italia due rappresentanti ancora in corsa nel tabellone maschile. L’azzurro, quello con la fasciatura alla gamba destra che invece caratterizzava Humbert al momento dell’ingresso in campo, ha invece mostrato un tennis pulito, lineare, privo di quelle sbavature che a volte hanno afflitto i suoi avversari. Il Masters 1000 di Montecarlo, terzo della stagione, procede dunque verso i sedicesimi di finale con un copione già scritto in parte: Sinner è in forma strepitosa, e la sua rincorsa al titolo parigino è già cominciata.




