Auto usate in Italia, il mercato frena a novembre dopo cinque mesi di crescita
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Redazione Economia
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Dopo una striscia positiva che aveva caratterizzato i cinque mesi precedenti, il mercato delle auto usate in Italia, le cui oscillazioni sono spesso fisiologiche, ha segnalato a novembre 2025 un'inversione di tendenza. I dati dell'Unrae, in attesa del consueto consolidamento che potrebbe portare a una sostanziale stabilità del dato, indicano una flessione dell'1,7% nei trasferimenti di proprietà, scesi a 463.897 unità. Il calo, seppur lieve, interrompe dunque un ciclo virtuoso e segna una variazione negativa anche per i trasferimenti netti, che cedono il 3%, mentre le minivolture si mantengono pressoché stabili. Nonostante questo rallentamento, del resto, il quadro complessivo dell'anno resta positivo, con una crescita del 2,9% registrata nel cumulo dei primi undici mesi, che hanno totalizzato oltre cinque milioni di passaggi di mano.
Il sorpasso del diesel sulle alimentazioni alternative
L'aspetto più significativo dell'analisi mensile, tuttavia, non risiede unicamente nel numero dei passaggi di proprietà, bensì nelle scelte degli automobilisti riguardo alla motorizzazione. Se le ibride, nelle loro diverse declinazioni, continuano a performare bene, è il motore diesel a riconquistare, non senza una certa sorpresa, il primato nelle preferenze. Con una quota del 39,5%, il gasolio supera infatti la benzina, attestatasi al 38,8%, invertendo una tendenza che negli ultimi tempi sembrava penalizzarlo in modo più marcato. Una parte di questi veicoli, d'altro canto, trova acquirenti grazie a un prezzo d'acquisto iniziale più contenuto, fattore che spesso guida le decisioni nel segmento del second hand.
Il contesto e le dinamiche di un settore in evoluzione
Il mercato dell'usato, che rappresenta un termometro sensibile delle disponibilità economiche delle famiglie e dell'evoluzione dei costi del nuovo, mostra dunque una sua vitalità, pur entro confini segnati da una fisiologica altalena. La ripresa del diesel, in particolare, solleva interrogativi sulle reali strategie di transizione ecologica adottate dai consumatori quando si trovano a dover bilanciare esigenze ambientali, spesso percepite come astratte, con vincoli di bilancio concreti e immediati. Molti, di fatto, optano per una soluzione di compromesso, orientandosi verso tecnologie meno recenti ma più accessibili, in attesa che il mercato dell'elettrico puro offra occasioni altrettanto vantaggiose anche nel settore dell'usato.
Il quadro annuale e le prospettive del comparto
Pur con il segno negativo di novembre, che costituisce un dato puntuale da monitorare, il bilancio dell'anno in corso resta complessivamente solido, confermando come il settore dell'usato giochi un ruolo fondamentale nell'ecosistema automotive nazionale. La crescita del 2,9% negli undici mesi, se paragonata al periodo pre-pandemico, indica un lento ma costante ritorno a volumi significativi. Le quotazioni delle vetture, che risentono dell'andamento della domanda e dell'offerta, sono influenzate anche da queste dinamiche, le quali, a loro volta, riflettono la difficile ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità finanziaria da parte di un vasto numero di cittadini.




