David Rossi, Giletti indica Mussari come mandante: è scontro
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Redazione Interno
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Massimo Giletti ha indicato l'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, come presunto mandante dell'omicidio di David Rossi, anticipando quelle che, a suo dire, sarebbero le conclusioni della commissione parlamentare d'inchiesta. La rivelazione, diffusa attraverso un video sui social, ha provocato l'immediata reazione dell'ex dirigente bancario, che ha respinto con forza le accuse e annunciato una querela contro il giornalista. Si tratta, al momento, di un'indiscrezione attribuita dal conduttore ai lavori dell'organismo parlamentare, non di una responsabilità accertata dalla magistratura.
Le parole di Giletti e la risposta dell'ex presidente Mps
Nel video pubblicato il 18 ottobre 2026, il conduttore di Lo Stato delle Cose ha annunciato che la commissione avrebbe fatto i nomi dei possibili esecutori e mandanti della morte del manager. Giletti ha definito la propria anticipazione una «notizia incredibile», sottolineando l'importanza del nome che sarebbe emerso dagli accertamenti. Il giornalista ha precisato di utilizzare il termine «presunti», distinguendo quindi le ipotesi investigative da eventuali responsabilità giudiziarie. Ha inoltre ricordato di essersi occupato della vicenda per tredici anni, attribuendo al lavoro parlamentare un ruolo decisivo nel superamento della ricostruzione iniziale del suicidio.
La replica dell'ex numero uno della banca senese è arrivata con dichiarazioni durissime rilasciate al Tg1. «Quanto affermato dal signor Giletti è una follia prima ancora che una calunnia gravissima e senza uguali», ha dichiarato Mussari, annunciando di voler agire in tutte le sedi competenti. L'ex presidente ha esteso l'avvertimento anche a chiunque ripeta le affermazioni che considera diffamatorie. La sua posizione è dunque di totale contestazione dell'accusa, accompagnata dall'annuncio di iniziative legali nei confronti di chi l'ha formulata e diffusa.
Interpellato dall'Ansa dopo l'annuncio della querela, il giornalista ha confermato la propria versione, spiegando di avere soltanto anticipato ciò che, sulla base delle sue informazioni, sarebbe stato esposto durante la riunione parlamentare. Ha inoltre dichiarato di non comprendere le ragioni dell'azione giudiziaria annunciata nei suoi confronti. La controversia si concentra così su un'anticipazione pubblica relativa a possibili responsabilità penali, mentre le valutazioni di una commissione d'inchiesta non equivalgono a una sentenza o all'attribuzione definitiva di una colpevolezza.
Dalla morte del manager alle perizie che escludono il suicidio
David Rossi, responsabile della comunicazione di Mps, morì il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del proprio ufficio nella sede dell'istituto di credito a Siena. La vicenda venne inizialmente archiviata come suicidio, ma successivi approfondimenti hanno portato a una ricostruzione radicalmente diversa. Il 2 marzo 2026 è stata confermata la riapertura di un fascicolo d'indagine da parte della Procura senese. Il giorno seguente, la commissione parlamentare ha approvato all'unanimità dei presenti una relazione intermedia che, sulla base di nuove consulenze tecniche, escludeva il gesto volontario e indicava l'intervento di altre persone.
Tra gli elementi esaminati figurano le perizie realizzate da Adolfo Gregori e Robbi Manghi, accompagnate dai chiarimenti forniti dagli esperti durante le audizioni. Le analisi delle lesioni riscontrate sul corpo hanno contribuito a mettere in discussione la dinamica originariamente ipotizzata. Secondo la ricostruzione tecnica, il dirigente sarebbe stato aggredito all'interno della stanza e successivamente sospeso all'esterno della finestra. Le valutazioni sono state trasmesse all'autorità giudiziaria, chiamata a svolgere i propri accertamenti in autonomia rispetto all'attività parlamentare.
Un ulteriore approfondimento è arrivato il 28 settembre, quando una simulazione effettuata a Roma con il contributo dei Ris ha permesso di esaminare le fasi della caduta. Nell'esperimento è stata ricostruita una finestra delle stesse dimensioni di quella presente nell'ufficio ed è stato impiegato un atleta dei vigili del fuoco con caratteristiche fisiche simili a quelle della vittima. La valutazione tecnica ha ipotizzato un'aggressione rapida compiuta da almeno due persone robuste. Il manager sarebbe stato cosciente e avrebbe tentato di difendersi, cercando poi di aggrapparsi al bordo prima di precipitare. Secondo questa ipotesi, gli aggressori avrebbero inizialmente trattenuto il corpo dall'esterno, perdendo successivamente la presa.
La seduta parlamentare e le anticipazioni di Lo Stato delle Cose
Per lunedì 19 ottobre, la Camera dei deputati ha convocato l'ufficio di presidenza della commissione alle ore 10, seguito dalla seduta plenaria dedicata alle comunicazioni del presidente. L'appuntamento è stato fissato a Palazzo San Macuto, nell'aula del secondo piano. A guidare l'organismo è Gianluca Vinci, mentre il programma ufficiale della riunione non contiene, nell'ordine del giorno pubblicato, un elenco nominativo di possibili responsabili. Questo particolare distingue il contenuto formale della convocazione dalle dichiarazioni anticipate pubblicamente dal conduttore televisivo.
La vicenda trova spazio anche nella puntata di Lo Stato delle Cose in programma in prima serata su Rai 3. La trasmissione affronta inoltre il delitto di Garlasco, con particolare attenzione alle consulenze presentate dalla difesa di Andrea Sempio e alle tensioni che hanno caratterizzato il confronto televisivo sul caso. Sul versante parlamentare, gli approfondimenti più recenti comprendono l'audizione del 12 ottobre di Luca Gasparollo, comandante della Sezione di intervento operativo del Ris di Roma, e di Federico Zomparelli, responsabile della Sezione di fonica e audiovideo dello stesso reparto, insieme a uno dei consulenti incaricati delle verifiche tecniche.
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