Banche in ritirata, 13 milioni di italiani rischiano di rimanere senza servizi
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Redazione Economia
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Mentre le grandi città vedono moltiplicarsi le filiali delle banche più importanti, nelle cosiddette aree interne – territori già segnati dallo spopolamento e dalla carenza di infrastrutture – il fenomeno della desertificazione bancaria avanza senza sosta. Un’analisi del Centro Studi Uilca, guidato da Orietta Guerra, rivela che oltre 13 milioni di persone potrebbero presto trovarsi senza accesso a servizi finanziari essenziali. Il motivo? Un saldo negativo di 101 sportelli chiusi nel 2024 rispetto all’anno precedente, che si aggiunge a un trend ormai consolidato di minori aperture e maggiori abbandoni.
Le Marche, ad esempio, hanno registrato un’impennata di cittadini tagliati fuori dal sistema creditizio: ventitremila persone, solo nell’ultimo anno, si sono ritrovate senza una filiale nel proprio comune. Oggi, nella regione, sono 102mila quelli che vivono in territori privi di banche. "Il problema è semplice: meno credito", sottolinea Mario Raimondi, segretario generale di First Cisl, i cui dati confermano una situazione critica in tutta Italia.
L’Emilia Romagna, nonostante una certa tenuta dovuta alla storica presenza del credito cooperativo, non è immune al fenomeno. Il report della Fondazione Fiba di First Cisl evidenzia come anche qui, seppur in misura minore, la progressiva scomparsa degli sportelli colpisca soprattutto i più fragili – anziani e piccole imprese – costretti a spostamenti sempre più lunghi per operazioni basilari.
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