Iva non dichiarata, partono 1.400 lettere del Fisco: 60 giorni per pagare o chiarire
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Redazione Economia
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Entra nel vivo la stretta sul recupero dell'Iva non dichiarata. L'Agenzia delle Entrate ha avviato l'invio delle prime 1.400 comunicazioni destinate ai contribuenti che, pur avendo emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici, non hanno presentato la dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore aggiunto. La procedura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, consente al Fisco di calcolare l'imposta dovuta attingendo direttamente ai dati già presenti nei propri archivi, senza attendere i tempi lunghi di un accertamento tradizionale.
Come funziona la liquidazione automatizzata
Il meccanismo si fonda sull'articolo 54-bis.1 del Dpr 633/1972, introdotto dalla manovra per dare attuazione alla riforma dell'amministrazione fiscale prevista dal Pnrr. La norma autorizza l'amministrazione finanziaria a ricostruire la posizione Iva del contribuente incrociando le informazioni già in suo possesso: fatture elettroniche emesse e ricevute, corrispettivi telematici trasmessi, comunicazioni delle liquidazioni periodiche ed eventuali versamenti effettuati.
Si tratta di un patrimonio informativo imponente, considerando che ogni anno nel sistema transitano circa 2,5 miliardi di documenti digitali.
La novità principale risiede proprio nell'utilizzo di questi dati per determinare l'imposta in assenza della dichiarazione annuale. Il Fisco non deve più ricorrere esclusivamente agli strumenti ordinari di verifica, ma può procedere a una liquidazione pressoché automatica sulla base delle tracce digitali lasciate dalle operazioni. Nel calcolo non viene riconosciuto il credito risultante dalla dichiarazione del periodo precedente, mentre sono scomputati solo i versamenti già eseguiti.
Le prime comunicazioni e il termine di 60 giorni
Le comunicazioni in corso di spedizione riguardano contribuenti che nel 2022 hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza presentare la relativa dichiarazione annuale, ovvero il modello Iva 2023. Non si tratta di semplici lettere di compliance: il destinatario ha 60 giorni dalla ricezione per scegliere tra due strade. Se ritiene corretto il calcolo, può versare l'importo indicato tramite il modello F24 precompilato allegato alla comunicazione.
In alternativa, se ravvisa errori o elementi non considerati, può trasmettere chiarimenti e documentazione attraverso il servizio "Consegna documenti e istanze" disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.
L'importo richiesto comprende l'imposta dovuta, gli interessi e la sanzione per omessa presentazione della dichiarazione, ridotta a un terzo se il pagamento avviene entro il termine. Il versamento deve essere effettuato in un'unica soluzione: per questa procedura non sono ammesse né la rateizzazione né la compensazione con crediti fiscali.
I codici tributo per il versamento
Con la risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026, l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo necessari per il pagamento tramite F24 delle somme derivanti dalla nuova liquidazione. Il codice 9005 identifica il versamento complessivo dell'importo indicato nella comunicazione. Qualora il contribuente intenda effettuare un pagamento parziale, sono disponibili tre codici distinti: 95AA per l'imposta, 95BB per gli interessi e 95CC per le sanzioni.
In tutti i casi occorre riportare nella sezione "Erario" il codice atto e l'anno di riferimento indicati nella comunicazione ricevuta.
Cosa succede in caso di inerzia
Trascorsi i 60 giorni senza pagamento né richieste di chiarimento, oppure qualora i riscontri forniti non siano idonei a modificare l'importo, le somme dovute vengono iscritte direttamente a ruolo a titolo definitivo. Si apre così la fase della riscossione coattiva, con l'attivazione degli strumenti ordinari di recupero dei crediti fiscali, che possono includere fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.
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