Dichiarazione IVA omessa, scatta la liquidazione automatica
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Redazione Economia
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La dichiarazione IVA omessa entra nella nuova procedura di liquidazione automatica dell’imposta dovuta, con controlli basati sui dati già disponibili all’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento n. 239129/2026 del 28 agosto 2026 definisce gli aspetti operativi del meccanismo previsto dall’articolo 54-bis.1 del DPR 633/1972, introdotto dalla legge n. 199/2025. Per determinare l’IVA, l’Amministrazione finanziaria potrà utilizzare fatture elettroniche, corrispettivi telematici, comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA e versamenti effettuati nel corso dell’anno. La procedura riguarda i periodi d’imposta per i quali la dichiarazione annuale non è stata presentata oppure è stata trasmessa senza i quadri necessari per effettuare la liquidazione dell’imposta dovuta.
Dichiarazione IVA omessa, come funziona il nuovo controllo
La novità modifica il percorso seguito nei casi in cui manca la dichiarazione annuale IVA. L’Agenzia delle Entrate può ora determinare direttamente l’imposta dovuta attraverso procedure automatizzate, senza dover attendere esclusivamente l’ordinaria attività di accertamento. Il nuovo sistema non elimina infatti la possibilità di ulteriori controlli, perché la liquidazione viene effettuata senza pregiudizio per l’ordinaria azione di accertamento. La base informativa è costituita dai dati fiscali già trasmessi o comunque disponibili: fatture elettroniche, corrispettivi telematici, LIPE e versamenti eseguiti dal contribuente nell’anno interessato. L’incrocio di questi elementi consente all’Amministrazione di ricostruire l’imposta e di procedere alla relativa comunicazione.
Il provvedimento del 28 agosto 2026 rappresenta quindi il passaggio operativo della disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2026. In presenza di omessa dichiarazione IVA, oppure di una dichiarazione priva dei quadri dichiarativi necessari alla liquidazione, gli Uffici possono utilizzare le informazioni disponibili per calcolare quanto risulta dovuto. Il contribuente non resta più in attesa soltanto di un accertamento tradizionale, perché la procedura automatizzata permette all’Agenzia di intervenire direttamente sulla base dei flussi fiscali già acquisiti. Una volta comunicata la liquidazione, il termine indicato per il dialogo e la regolarizzazione è di sessanta giorni.
Pagamento dell’IVA senza rate e sanzioni previste
Tra gli aspetti evidenziati nelle motivazioni del provvedimento figura anche l’impossibilità di rateizzare il pagamento bonario dell’IVA liquidata dall’Agenzia delle Entrate in applicazione dell’articolo 54-bis.1 del DPR 633/1972. La somma determinata attraverso la nuova procedura non può quindi essere suddivisa in rate nell’ambito di questo pagamento. Le regole richiamate prevedono inoltre sanzioni al 120 per cento e un periodo di sessanta giorni nel quale il contribuente può interloquire con l’Amministrazione. Alla procedura si accompagna anche l’esclusione delle compensazioni, elemento che incide sulle modalità con cui può essere definita la posizione dopo la comunicazione dell’imposta liquidata.
Il funzionamento della liquidazione automatica poggia sull’insieme delle informazioni che il sistema fiscale riceve durante l’anno, anche quando la dichiarazione annuale non viene presentata. Le fatture elettroniche documentano le operazioni transitate attraverso i relativi flussi, i corrispettivi telematici forniscono ulteriori dati sulle operazioni registrate, mentre le LIPE e i versamenti già effettuati contribuiscono alla ricostruzione della posizione IVA. L’Agenzia delle Entrate può utilizzare questi elementi in modo coordinato per determinare l’imposta riferita al periodo d’imposta interessato. La procedura si applica anche quando una dichiarazione è stata formalmente inviata ma mancano i quadri indispensabili per calcolare l’IVA dovuta.
Le regole operative fissate dall’Agenzia delle Entrate
Il provvedimento del 28 agosto arriva in prossimità della conclusione della tregua estiva e aggiunge un nuovo strumento alle attività di controllo degli Uffici. L’obiettivo operativo della misura è rendere applicabile la disciplina che consente all’Amministrazione finanziaria di liquidare l’IVA attraverso i dati già presenti nei propri sistemi. La procedura automatizzata non sostituisce gli altri strumenti di verifica e non limita l’ordinaria azione di accertamento, ma permette di intervenire anche nei casi in cui manca il principale documento annuale utilizzato per determinare l’imposta. In questo quadro, la dichiarazione IVA omessa non impedisce più la quantificazione dell’importo sulla base delle informazioni fiscali già trasmesse durante il periodo d’imposta.
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