Iva non dichiarata, al via le prime 1.400 lettere del Fisco: 60 giorni per pagare o chiarire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Entra nella fase operativa la stretta sul recupero dell'Iva non dichiarata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. L'Agenzia delle Entrate ha avviato l'invio delle prime 1.400 comunicazioni destinate ai contribuenti che, pur avendo emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici, non hanno presentato la dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore aggiunto. La procedura consente al Fisco di calcolare l'imposta dovuta attingendo direttamente ai dati già presenti nei propri archivi, senza attendere i tempi delle ordinarie procedure di accertamento.

Il meccanismo introdotto dall'articolo 54-bis.1

La novità normativa poggia sull'introduzione, nel decreto Iva, dell'articolo 54-bis.1, che autorizza l'amministrazione finanziaria a procedere alla liquidazione dell'imposta anche avvalendosi di procedure automatizzate. Le fonti informative utilizzate sono le fatture elettroniche emesse e ricevute, i corrispettivi telematici trasmessi e gli elementi desumibili dalle comunicazioni delle liquidazioni periodiche. Si tratta di un patrimonio di dati che, secondo le stime, comprende ogni anno circa 2,5 miliardi di documenti in transito nel sistema.

Il meccanismo non si applica soltanto alle dichiarazioni del tutto mancanti: rientra nella nozione di dichiarazione omessa anche quella trasmessa senza i quadri dichiarativi necessari per determinare l'imposta dovuta.

Le prime comunicazioni riguardano l'Iva 2022

Le prime lettere, inviate nei giorni scorsi, interessano contribuenti che nel 2022 hanno registrato operazioni imponibili ai fini Iva senza presentare la relativa dichiarazione annuale l'anno successivo. La comunicazione contiene il risultato della liquidazione effettuata dall'Agenzia, con il dettaglio degli importi richiesti: l'imposta dovuta, gli interessi e la sanzione per omessa dichiarazione, quest'ultima ridotta a un terzo del valore ordinario in caso di regolarizzazione tempestiva. Il prospetto allegato riporta il totale da versare e un modello F24 precompilato.

La sanzione ordinaria per omessa presentazione della dichiarazione è pari al 120 per cento dell'imposta; aderendo alla comunicazione entro il termine, l'importo scende al 40 per cento.

Cosa deve fare chi riceve la lettera

Il contribuente destinatario della comunicazione ha sessanta giorni di tempo dalla ricezione per scegliere tra due strade. Se ritiene corretto il calcolo, può sanare la propria posizione versando l'importo indicato tramite il modello F24 allegato. Se invece ravvisa errori o elementi non considerati nella liquidazione, può trasmettere chiarimenti e documentazione attraverso il servizio telematico "Consegna documenti e istanze", accessibile dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.

Due limiti stringono le possibilità di regolarizzazione: il pagamento deve avvenire in un'unica soluzione e non è ammessa la compensazione con crediti fiscali. Non sono previste nemmeno forme di rateizzazione.

Le conseguenze in caso di inerzia

Se il contribuente non paga e non presenta contestazioni entro il termine, le somme dovute per imposta, sanzioni e interessi vengono iscritte direttamente nei ruoli a titolo definitivo. Si apre così la fase della riscossione coattiva, che può avvalersi degli strumenti ordinari di recupero dei crediti fiscali, dai fermi amministrativi alle ipoteche fino ai pignoramenti. La procedura non sostituisce né preclude l'ordinaria azione accertatrice dell'amministrazione finanziaria, che resta esperibile nei termini previsti dalla normativa.

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