Crollo alla stazione di Novi Sad, 13 morti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella giornata odierna, la stazione ferroviaria di Novi Sad, situata nel nord della Serbia, è stata teatro di una tragedia che ha visto il crollo parziale di una tettoia esterna, provocando la morte di almeno tredici persone. Il ministro dell'Interno serbo, Ivica Dačić, ha riferito che le operazioni di soccorso sono state estremamente impegnative, con squadre di soccorritori che hanno lavorato incessantemente per estrarre le vittime dalle macerie. Tra i deceduti, purtroppo, si conta anche un bambino di sei anni.

La tettoia, costruita sessant'anni fa, non era interessata dai lavori di ricostruzione in corso presso la stazione. Secondo quanto dichiarato dal ministro Dačić, quando il bilancio delle vittime era ancora fermo a otto, si sapeva già che sotto le macerie vi erano altre cinque persone, per le quali non si poteva stabilire se fossero vive o morte. Le operazioni di soccorso, che hanno visto impegnati numerosi operatori, sono state rese particolarmente difficili dalla struttura stessa della tettoia crollata.

Il ministro Dačić, insieme al premier Milos Vucevic, che in passato è stato a lungo sindaco di Novi Sad, si è recato immediatamente sul luogo dell'incidente per seguire da vicino le operazioni di soccorso. Le autorità hanno confermato che tre persone sono state estratte vive dalle macerie, sebbene in gravi condizioni, e sono state trasportate in ospedale per ricevere le cure necessarie.

L'incidente ha sollevato numerosi interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie in Serbia, in particolare quelle più datate, e sulle misure di prevenzione adottate per evitare simili tragedie.

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