Garlasco, l’ipotesi di corruzione per l’ex pm Venditti si avvia verso l’archiviazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non ci sono elementi determinanti a sostegno dell’ipotesi di corruzione nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, nell’ambito della complessa indagine sulla richiesta di archiviazione della posizione di Andrea Sempio, risalente al procedimento del 2017 per l’omicidio di Chiara Poggi.

La doppia informativa depositata dai Carabinieri di Pavia – e finita sul tavolo dei magistrati bresciani – sembra infatti destinata a spingere la Procura verso una richiesta di archiviazione, facendo così cadere l’accusa secondo cui l’ex magistrato avrebbe chiuso il fascicolo in cambio di denaro.

Il “pizzino” e la previsione di spesa che non convince gli inquirenti

L’inchiesta parallela, quella che gli addetti ai lavori hanno ribattezzato “l’indagine sull’indagine”, era nata dal ritrovamento di un fogliettino manoscritto nell’abitazione della famiglia Sempio; su quel pezzo di carta, la frase “Venditti gip archivia per 20-30 euro” aveva fatto subito scattare l’allarme per un possibile accordo corruttivo.

Tuttavia, il padre di Andrea, Giuseppe Sempio, ascoltato lo scorso settembre, ha fornito una versione diametralmente opposta, dichiarando ai pm che si trattasse semplicemente di una previsione di spesa familiare, relativa a ciò che avrebbero dovuto corrispondere ai propri avvocati al termine della vicenda. Nessun riscontro concreto, dunque, è emerso a sostegno dell’accusa di mazzetta, un vuoto probatorio che ora rischia di far deragliare definitivamente il procedimento nei confronti dell’ex pm.

La difesa parla di danni irreversibili e il caso potrebbe tornare a Pavia

La prospettiva dell’archiviazione, naturalmente, è stata accolta con sollievo dal legale di Venditti, l’avvocato Domenico Aiello, il quale ha sottolineato come “finalmente qualcuno abbia colmato delle lacune” e come il suo assistito – un uomo che ha servito lo Stato per 42 anni senza una macchia – abbia subito “danni irreversibili” alla reputazione, trattato come un bandito prima ancora che le accuse venissero verificate.

Se la Procura di Brescia, guidata da Francesco Prete, dovesse effettivamente formalizzare la richiesta di archiviazione, verrebbe meno il presupposto che aveva trasferito la competenza dalle parti di Pavia, e l’intero fascicolo potrebbe dunque tornare indietro, rientrando nella giurisdizione territoriale originaria.

Sempre più pesante la posizione dei carabinieri e di alcuni avvocati

Se da un lato la tempesta si allontana per Mario Venditti, dall’altro l’orizzonte si fa più scuro per altri professionisti coinvolti nella vicenda. Secondo quanto trapela dalle stesse informative, le posizioni di un paio di carabinieri che si occuparono delle indagini nel 2017 – oltre a quelle di alcuni legali – potrebbero aggravarsi sensibilmente, con la Procura di Brescia che sta attualmente valutando l’ipotesi di contestare nuove e più gravi accuse.

Mentre i riflettori restano accesi sul nuovo filone investigativo che vede Andrea Sempio tornato ufficialmente nei guai per l’omicidio della giovane di Garlasco, il capitolo giudiziario che riguardava la presunta corruzione dell’ex magistrato pavese sembra dunque avviato verso una rapida chiusura, segnando un netto arretramento di quella che per mesi era sembrata una pista decisiva.

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