Cara auto, tra rincari e normative europee il costo annuale sfiora i 4.500 euro
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Redazione Economia
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Mantenere un'automobile in Italia si conferma un capitolo di spesa sempre più oneroso, un peso che grava sul bilancio delle famiglie e che, secondo le proiezioni, è destinato ad aumentare in modo significativo già a partire dal prossimo anno. La somma delle voci, alcune delle quali inesorabilmente in crescita, disegna un quadro finanziario impegnativo per chiunque possieda un veicolo, arrivando a toccare, in media, la soglia dei quattromilacinquecento euro annui. Si tratta di un calcolo che comprende, com'è noto, non solo le spese fisse e obbligatorie come l'assicurazione RC Auto e il bollo, ma anche i costi variabili e spesso imprevedibili legati alla manutenzione ordinaria, alle riparazioni e, non ultimo, all'acquisto del carburante.
La svolta fiscale del 2026: addio al diesel conveniente
Proprio sul fronte dei carburanti, la nuova legge di Bilancio – il cui iter parlamentare è già stato avviato nelle commissioni del Senato – prepara una svolta destinata a cambiare le abitudini di consumo e a incidere profondamente sulle tasche degli automobilisti, in particolare di coloro che guidano vetture alimentate a gasolio. A decorrere dal primo gennaio 2026, infatti, entrerà in vigore una rimodulazione delle accise studiata per allinearsi agli obiettivi comunitari sulla riduzione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi. La norma, tecnicamente articolata, stabilisce in sostanza un duplice movimento: una riduzione di 4,05 centesimi di euro per litro sull'accisa della benzina e un aumento, speculare e di identica entità, sull'accisa applicata al gasolio utilizzato come carburante.
Un sorpasso storico nei prezzi alla pompa
Questa operazione di riequilibrio fiscale, che segue logiche di politica ambientale europea, avrà un effetto immediato e molto concreto sulla quotidianità. La conseguenza più evidente, e per molti versi storica, sarà la possibile inversione della tradizionale relazione di prezzo tra i due carburanti. Per anni, infatti, il gasolio è stato generalmente offerto a un costo inferiore rispetto alla benzina, un vantaggio che ha sostenuto la diffusione delle motorizzazioni diesel. Da gennaio, invece, sarà matematicamente probabile assistere a un nuovo scenario, con il prezzo del gasolio che, in molti distributori, risulterà superiore a quello della benzina, ribaltando una consuetudine di mercato consolidata.
Il peso complessivo della mobilità privata
Il rincaro del carburante, tuttavia, rappresenta soltanto una delle voci che compongono il conto totale. A essa si sommano le spese per la polizza assicurativa, soggetta a dinamiche di mercato e a personalizzazioni legate al profilo del conducente, e il bollo auto, una tassa di proprietà il cui ammontare varia in base a regione e caratteristiche tecniche del veicolo. A completare il quadro, restano gli importi da destinare alla manutenzione periodica e agli interventi straordinari, capitoli spesso trascurati nei calcoli preventivi ma che, nella realtà dei fatti, incidono in modo sostanziale sul totale annuale. L'insieme di queste componenti, ciascuna con le proprie criticità, delinea una spesa media che si avvicina ormai alla cifra simbolica dei cinquemila euro, un impegno economico di tutto rispetto per la mobilità individuale.




