Benzina e gasolio, nuovi aumenti: il diesel tocca il massimo da quasi un anno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rialzo dei prezzi dei carburanti, lungi dall'arrestarsi nonostante la recente rimodulazione delle accise, ha portato il gasolio a raggiungere un livello che non si vedeva dallo scorso marzo. Le rilevazioni compiute dall'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, elaborate dalla Staffetta Quotidiana su un campione di circa ventimila impianti, fotografano una situazione in evoluzione: la media nazionale del diesel in modalità self service si attesta ora a 1,714 euro al litro, un valore che mancava dall'ormai lontano 6 marzo del 2025. Sebbene gli ultimi listini dei prezzi consigliati, come quelli comunicati da Eni, Q8 e Tamoil, parlino di incrementi contenuti nell'ordine di un centesimo al litro per entrambi i prodotti, l'effetto a cascata sulle pompe sta producendo questo significativo ritocco verso l'alto, con la benzina self che segue a ruota arrivando a 1,665 euro al litro. Per chi sceglie il servito, la spesa lievita ulteriormente, con la verde a 1,805 euro e il diesel a 1,852 euro al litro; e se si viaggia in autostrada il costo lievita ancora, toccando punte di 1,816 euro per il self service del gasolio e 2,075 per il servito.

Alla base di questa spinta, che comprime il potere d'acquisto degli automobilisti e incide sui costi di chi utilizza il mezzo per lavoro, c'è anche la scelta fiscale operata dal governo con la legge di Bilancio. Dal primo gennaio di quest'anno, infatti, è scattato il tanto discusso riallineamento delle accise su benzina e gasolio, un intervento pensato per eliminare quello che veniva considerato un "sussidio ambientalmente dannoso", ossia il trattamento fiscale di favore di cui godeva storicamente il diesel rispetto alla verde. La misura ha portato a un incremento di 4,05 centesimi al litro per il gasolio e a una contestuale, speculare riduzione per la benzina, con l'obiettivo dichiarato di portare le aliquote a un valore identico, fissato a 672,90 euro per mille litri -6. Un'operazione che, come si legge dalle analisi, non risulta affatto a saldo zero per le casse dello Stato, visto che genererà un gettito aggiuntivo stimato intorno ai 600 milioni di euro per l'anno in corso -5.

La manovra sulle accise e l'effetto sui listini alla pompa

Il meccanismo studiato dal legislatore, nel dettaglio, prevedeva una sforbiciata dell'accisa sulla benzina che, però, nei fatti, stenta a tradursi in un vero e proprio sollievo per i consumatori. Se, da un lato, l'aumento del diesel era ampiamente previsto e programmato, dall'altro la riduzione del carico fiscale sulla verde sembra essere stata ampiamente assorbita dalle dinamiche di mercato e dalle politiche dei prezzi delle compagnie, che in questi giorni hanno ritoccato al rialzo anche la benzina. Il combinato disposto tra la nuova tassazione, le quotazioni internazionali dei raffinati e le strategie commerciali dei marchi distributori sta producendo un quadro in cui il prezzo del gasolio scala le vette degli ultimi undici mesi, mentre la benzina, pur non segnando record analoghi, segue la tendenza rialzista. La Staffetta Quotidiana, nel suo monitoraggio, sottolinea come i rialzi registrati sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi si stiano riversando stamattina sulle medie nazionali dei prezzi praticati, un effetto valanga che porta il diesel a toccare appunto gli 1,714 euro al litro, un livello superato l'ultima volta il 6 marzo dell'anno passato.

I numeri dell'escalation e il confronto con gli altri carburanti

Osservando i dati nel loro complesso, emerge un rincaro generalizzato che non risparmia nessun tipo di prodotto, seppur con intensità diverse. Le medie nazionali per il Gpl si attestano a 0,688 euro al litro, mentre il metano per autotrazione viaggia a 1,406 euro al chilogrammo e il Gnl a 1,233 euro al kg. Ma è il gasolio il vero protagonista di questa fase di incremento: l'aumento di quattro millesimi rispetto alle rilevazioni precedenti lo porta a un livello che, per chi guida un'auto alimentata a diesel, rappresenta un ritorno al passato che non si vedeva da prima dell'estate scorsa. I listini delle cosiddette "pompe bianche" propongono prezzi leggermente più competitivi, come nel caso del diesel self a 1,694 euro/litro contro l'1,724 dei marchi con insegna, ma la forbice non attutisce il colpo di un costo del carburante che, nonostante le promesse di una fiscalità più equa, continua a macinare record. Il provvedimento governativo, pensato per riequilibrare il peso fiscale in chiave ambientale, si scontra con la realtà delle quotazioni e con le logiche di mercato, e il risultato è un caro-carburante che non accenna a fermarsi.

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