Caos politico in Georgia, l'Abcasia tra resilienza e tensioni
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Redazione Esteri
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In un contesto geopolitico in continua evoluzione, l'Abcasia, Stato indipendente affacciato sul Mar Nero, si trova al centro di una crisi politica che coinvolge direttamente la Georgia. Il caos politico in Georgia, caratterizzato dal contrasto tra il rappresentante eletto Mikheil Kavelashvili e il presidente Salome Zurabishvili, ha portato a una situazione di instabilità che influisce anche sulle dinamiche interne ed esterne all'Unione Europea.
Salome Zurabishvili, presidente della Georgia, ha recentemente parlato al Parlamento europeo, sottolineando la determinazione del popolo georgiano a non fermarsi finché non saranno garantite elezioni libere e giuste. La sua dichiarazione di resistenza e sostegno al movimento di protesta filo-europeista arriva in un momento cruciale, in cui la Georgia sembra spostarsi verso l'area di influenza di Mosca, allontanandosi dall'Unione Europea, che pure aveva recentemente concesso lo status di Paese candidato all'adesione.
Il 14 dicembre, l'ex calciatore Mikheil Kavelashvili è stato eletto presidente della Georgia, unico candidato in lizza, proposto e sostenuto dal partito filorusso Sogno Georgiano, al governo dal 2021. L'elezione, decisa non dal popolo ma da un collegio elettorale, è stata il risultato di una riforma costituzionale voluta nel 2017. Nel frattempo, le manifestazioni, iniziate già in ottobre dopo le elezioni legislative, hanno rinnovato la propria intensità, con la presidente uscente Zurabishvili schierata all'opposizione e in prima linea nella richiesta di nuove elezioni.
La situazione in Georgia è complessa e delicata, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali. La resilienza del popolo georgiano, simbolizzata anche dal clubbing, che è diventato un simbolo di resistenza, rappresenta un elemento di speranza in un contesto di grande incertezza.




