Braga chiede le dimissioni di Tancredi, ma la giunta deve resistere
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Redazione Interno
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Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, ha dichiarato che l’assessore Giancarlo Tancredi dovrebbe dimettersi, ma senza trascinare con sé l’intera giunta milanese. Le indagini in corso, al di là delle eventuali responsabilità penali, rivelano un quadro politicamente grave, segnato da conflitti d’interesse e da un’eccessiva influenza dei «signori del mattone». «Non è ciò che ci si aspetta da una giunta di centrosinistra», ha aggiunto Braga, sottolineando che, sebbene solo una parte degli elementi investigativi sia emersa, ci sono aspetti che impongono una riflessione più profonda sul ruolo delle istituzioni, chiamate a garantire imparzialità rispetto alle pressioni dei privati.
La posizione del Partito Democratico, dopo un iniziale sbandamento, si è delineata con maggiore chiarezza ieri, allineandosi alla richiesta di Elly Schlein e del segretario milanese Alessandro Capelli: solidarietà al sindaco Beppe Sala, ma a patto che si avviino cambiamenti concreti. Il nodo cruciale, ora, è tradurre le parole in azioni, a cominciare dalla scelta del sostituto di Tancredi, le cui dimissioni saranno formalizzate entro lunedì, prima del consiglio comunale.
Intanto, dalle carte della Procura di Milano emergono decine di chat tra Sala e l’archistar Stefano Boeri, intercettate tra il 2017 e il 2023. Gli scambi, ora al centro dell’attenzione pubblica, rivelano dialoghi serrati sui progetti urbanistici della città, con il sindaco che in più occasioni sembra frenare le ambizioni dell’architetto: «Politicamente non mi sento di portarlo avanti», si legge in uno dei messaggi.




