Mercato immobiliare 2025, affitti in frenata ma i prezzi delle case tornano a correre
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Redazione Economia
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Il quadro del mercato immobiliare italiano, al termine di un 2025 caratterizzato da dinamiche contrastanti, mostra una chiara biforcazione tra il segmento degli affitti, che accenna a una pausa dopo anni di rincari, e quello delle compravendite, dove i prezzi mostrano invece un vigore inatteso. I dati più recenti, che fotografano la fine dell'anno, indicano un rallentamento generalizzato dei canoni di locazione, i quali, pur avendo chiuso il periodo con un incremento medio annuo del 2,5% – portando la media nazionale a 14,2 euro al metro quadro –, hanno registrato nell'ultimo trimestre una flessione congiunturale del 4%. Un segnale, questo, che gli analisti interpretano come il primo concreto sintomo di un possibile cambio di passo in un mercato che per lungo tempo ha visto la domanda di locazione superare nettamente l'offerta, con ripercussioni talvolta pesanti sui bilanci delle famiglie.
La geografia degli affitti e il caso Bari
La moderazione dei canoni, tuttavia, non è uniforme sul territorio e nasconde realtà locali ancora molto tese, come nel caso di Bari, dove la pressione sulla locazione continua a spingere i valori verso l’alto, al punto da collocare la città pugliese tra quelle con le prospettive di aumento più marcate per il 2026. Allo stesso modo, l’Umbria si è distinta come una delle regioni con i rincari più significativi nel corso dell'anno, a testimonianza di come i fenomeni di riequilibrio tra domanda e offerta procedano a velocità differenti. Gli esperti del settore, del resto, sottolineano come il mercato degli affitti stia vivendo una fase di assestamento dopo un'espansione prolungata, complice anche una parziale ripresa delle transazioni per l'acquisto della prima casa, favorite da condizioni di accesso al credito che mostrano timidi segnali di miglioramento.
Il rimbalzo dei prezzi delle case e i "caschi" olimpici
Se il comparto della locazione frena, è invece una ripresa decisa quella che interessa i listini delle abitazioni in vendita. Secondo le rilevazioni condotte nell'ultimo trimestre, il prezzo medio delle case usate ha segnato un balzo del 2,6%, portando il valore medio nazionale a 1.863 euro al metro quadro. Un incremento che ha interessato il 70% dei capoluoghi monitorati, con picchi particolarmente vivaci a Como, dove i valori sono saliti del 6,8%, seguita da Pavia, Gorizia, Oristano e Bergamo, tutte con crescite vicine al 6,5%. Tra le dinamiche locali più interessanti spicca l'"effetto Olimpiadi invernali" sulla provincia di Belluno, la cui attrattività, legata all'evento sportivo globale, si è già tradotta in un apprezzamento dei valori immobiliari, anticipando i flussi di investitori e di potenziali residenti attratti dalle infrastrutture e dalla visibilità del territorio.
Lo scenario degli investimenti in vista del 2026
In questo contesto, il mercato degli investimenti immobiliari a livello globale si avvia verso il nuovo anno mantenendo un approccio di cautela. Dopo una fase prolungata di correzioni e riallineamenti dei prezzi, che ha reso più credibili gli scenari di medio termine, gli operatori guardano con attenzione alle nuove opportunità, sebbene i volumi di capitale in circolazione rimangano contenuti e i flussi verso i fondi specializzati stentino a tornare ai livelli pre-crisi. La prudenza, in un panorama economico internazionale ancora segnato da incertezze, rimane dunque la parola d'ordine per i grandi player, i quali valutano con attenzione gli asset in un'Italia che mostra, nei suoi segmenti residenziali, segnali di vitalità non omogenei ma comunque significativi.




