Pogacar, tra Tour e Roubaix: il calendario 2026 e i piani della UAE

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La stagione ciclistica del 2026, nonostante la relativa lontananza, inizia già a prendere una forma ben precisa nelle strategie della UAE Emirates, la quale ha scelto il ritiro di Benidorm per tracciare le prime, fondamentali linee di un anno che si preannuncia cruciale. Tadej Pogacar, in qualità di faro della squadra, ha svelato pubblicamente il proprio programma agonistico, un percorso che lo condurrà attraverso le classiche monumento fino al traguardo più ambito, il Tour de France. Lo sloveno, che nel 2025 si è aggiudicato il Titolo mondiale, ha delineato un itinerario ambizioso e focalizzato, escludendo esplicitamente il Giro d'Italia per concentrare ogni sforzo sulla Corsa Rosa francese. La sua stagione, ha spiegato, avrà inizio con le Strade Bianche per poi snodarsi attraverso la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogna-Liegi, senza dimenticare i fondamentali passaggi di preparazione al Tour de Suisse e al Tour de Romandie.

Le scelte di un campione

La decisione di Pogacar, che ha definito il suo calendario fino alla Grande Boucle con la precisazione "e poi vedremo", riflette una gerarchia di obiettivi chiara. Interrogato su una possibile scelta tra il conquistare il quinto Tour de France, impresa che lo porrebbe accanto a leggende come Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, e il trionfo nella mitica Parigi-Roubaix, la cosiddetta "Inferno del Nord", il corridore non ha esitato a indicare la seconda. Una preferenza che, sebbene non pregiudichi il suo impegno totale per la maglia gialla, svela il fascino intramontabile e il peso storico delle classiche del pavé, un terreno sul quale ha già dimostrato di possedere talento straordinario. Questo dualismo di ambizioni, tra la corsa a tappe per eccellenza e le monumento della primavera, costituisce il nucleo narrativo della sua prossima annata.

La strategia a più livelli della formazione emiratina

La UAE Emirates, tuttavia, non affida le proprie sorti al solo Pogacar, avendo delineato con altrettanta precisione i programmi dei suoi altri leader. La squadra ha optato per una netta differenziazione degli obiettivi, distribuendo i propri uomini forti sulle varie competizioni. Isaac Del Toro, dopo l'ottima prestazione al Giro d'Italia 2025 dove si è piazzato secondo, non farà ritorno alla Corsa Rosa ma affronterà invece il suo debutto assoluto al Tour de France. Una scelta coraggiosa che indica la fiducia della squadra nelle capacità del giovane messicano di misurarsi immediatamente con la massima competizione. Parallelamente, João Almeida avrà un calendario che lo vedrà impegnato sia al Giro d'Italia che alla Vuelta a España, consolidando il suo ruolo di uomo dei grandi giri a tre settimane.

Un quadro in definizione

Questi annunci, benché preliminari, disegnano una mappa tattica di grande interesse per il 2026, con la UAE Emirates che sembra voler coprire tutti i fronti con specialisti dedicati. La scelta di far debuttare Del Toro al Tour, ad esempio, rappresenta una scommessa sul futuro e un cambiamento significativo nel percorso del corridore. L'assenza di Pogacar dal Giro d'Italia, d'altro canto, conferma la volontà di puntare tutto sul trionfo francese, senza dispersioni di energie. Mentre il mondo del ciclismo segue con attenzione gli sviluppi di cronaca nera, con inchieste giudiziarie che procedono senza sbandieramenti, la pianificazione delle squadre prosegue metodica, costruendo mattone dopo mattone le stagioni a venire. I programmi rivelati a Benidorm, seppur suscettibili di lievi aggiustamenti, fissano dunque i primi, solidi paletti di un anno che promette emozioni intense, con Pogacar chiamato a una doppia, titanica sfida nella stessa primavera.

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