Auto elettriche, l’Ue rinvia le multe: la rabbia del settore automotive
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Redazione Economia
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L’Unione Europea ha deciso di concedere alle case automobilistiche un respiro più ampio rispetto alle scadenze inizialmente previste per il rispetto degli standard di emissioni di CO2, rinviando di tre anni l’applicazione delle sanzioni per chi non rispetta i limiti. Una decisione che, se da un lato è stata accolta con un cauto sollievo dal settore, dall’altro ha scatenato reazioni di forte critica, soprattutto da parte di chi vede in questa mossa un ulteriore segnale di incertezza e debolezza da parte di Bruxelles. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha annunciato che le aziende avranno tempo fino al 2028 per adeguarsi ai nuovi parametri, che prevedono una media di emissioni inferiore a 94 grammi di CO2 per chilometro a partire dal 2025. Un allungamento dei tempi che, però, non sembra sufficiente a placare le preoccupazioni di un comparto già in forte difficoltà.
Il sistema industriale bresciano, che conta 250 imprese e 18 mila dipendenti, con un fatturato annuo di 6,5 miliardi di euro (pari al 16% del Pil provinciale), ha accolto con freddezza la notizia. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha sottolineato come il rinvio delle multe rappresenti un “piccolo passo avanti”, ma sia ben lontano dal risolvere i problemi strutturali di un settore che sta affrontando una crisi senza precedenti. La transizione verso l’elettrico, imposta dall’Ue come pilastro della lotta al cambiamento climatico, continua a pesare sulle spalle delle aziende, costrette a investire massicciamente in tecnologie ancora costose e in un mercato che fatica a decollare. La domanda di auto elettriche, infatti, rimane debole, mentre i costi di produzione restano elevati, creando un circolo vizioso che mette a rischio migliaia di posti di lavoro.
Il nuovo piano presentato dalla Commissione europea mira a conciliare due obiettivi apparentemente contrastanti: ridurre le emissioni inquinanti e sostenere un’industria in crisi. Tra le misure previste, oltre al rinvio delle sanzioni, c’è anche l’introduzione di una maggiore flessibilità nell’uso degli e-fuels, carburanti sintetici considerati meno inquinanti rispetto ai tradizionali combustibili fossili. Una scelta che, tuttavia, non convince del tutto gli addetti ai lavori, i quali temono che si tratti di una soluzione tampone, incapace di risolvere i nodi strutturali del settore.




