Il Milan punta su Fullkrug, Bierhoff e Heldt ne difendono il profilo
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Redazione Sport
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L’arrivo di Niclas Fullkrug al Milan, ormai ufficializzato con la firma del contratto dopo il superamento delle visite mediche, accende i riflettori su una scelta di mercato che appare precisa nella sua definizione tecnica. Il centravanti tedesco, che arriva in prestito gratuito dal West Ham con un diritto di riscatto fissato a cinque milioni di euro, potrà essere impiegato già nella prima partita del nuovo anno grazie a una deroga concessa dalla FIGC, nonostante l’ufficialità del trasferimento slitterà al due gennaio, giorno della sfida contro il Cagliari. La decisione di vestire la maglia numero nove, una cifra dal valore simbolico altissimo nel club rossonero e associata, nel bene e in un recente passato nel male, a giocatori di straordinario calibro, dimostra una volontà precisa di accettare una sfida carica di significato, scegliendo un ruolo che è sempre stato il suo marchio di fabbrica.
Le valutazioni tecniche di un ex campione
A parlare per primo delle caratteristiche dell’attaccante, delineandone un identikit che sembra cucito su precise esigenze tattiche della squadra, è stato Oliver Bierhoff, a sua volta ex attaccante del Milan e protagonista nella stagione dello scudetto vinto nel 1999. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Bierhoff ha sottolineato come Fullkrug rappresenti “una classica prima punta”, un centravanti di vecchio stampo che, per sua natura, può rivelarsi estremamente utile in uno schema di gioco costruito attorno a un riferimento fisico centrale. La sua valutazione, che evita qualsiasi tipo di trionfalismo e si concentra sull’utilità in un determinato sistema, passa anche attraverso l’elogio di un atteggiamento mentale tenace, sintetizzato nell’espressione “non molla mai”, un aspetto non secondario per un giocatore chiamato a inserirsi in un nuovo contesto.
Un direttore sportivo smorza le critiche
La transizione del giocatore, tuttavia, non è stata sempre lineare, come ha ricordato in un’intervista esclusiva a MilanNews.it Horst Heldt, che fu direttore sportivo dell’Hannover 96 proprio nel periodo in cui Fullkrug militava nel club della Bassa Sassonia. Heldt, oggi all’Union Berlino dopo esperienze anche con Schalke 04, Colonia e Stoccarda, ha risposto così a chi solleva critiche sulle prestazioni non sempre esaltanti del centravanti: “In Premier ha avuto difficoltà ad ambientarsi”. Una considerazione che, senza negare le fatiche affrontate in Inghilterra, le inquadra come un episodio comprensibile in un processo di adattamento a un campionato notoriamente impegnativo, lasciando intendere che il contesto italiano, forse, potrebbe essere più congeniale al suo modo di interpretare il ruolo.
Il peso di una maglia e una scommessa per il presente
Il percorso di Fullkrug, che vanta la continuità di aver vestito la maglia numero nove anche in nazionale maggiore, dalla Coppa del Mondo fino alle più recenti competizioni europee, approda dunque a Milano con un bagaglio di esperienze internazionali e l’onere di un numero prestigioso. La scelta, definita “di cuore con un minimo di coraggio” per via dell’aura quasi mitica e a volte sfortunata che quel numero ha avuto negli ultimi anni in casa rossonera, segna l’inizio di un nuovo capitolo. L’operazione, nella sua struttura economica di prestito a costo zero con riscatto accessibile, riflette una logica di mercato ponderata, che punta a risolvere un’esigenza tattica immediata senza assumersi rischi finanziari eccessivi, nella speranza che il giocatore possa esprimere al meglio quelle doti da “vecchio stile” che altri, prima dell’avventura in Premier, avevano già avuto modo di apprezzare.




