Davide Ghiotto trascina l'Italia all'oro nell'inseguimento a squadre, battuti gli Stati Uniti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era mai accaduto, prima d’ora, che il pattinaggio di velocità regalasse all’Italia una medaglia così preziosa in una prova a squadre, e invece l’undicesimo giorno di queste Olimpiadi di Milano-Cortina consegna agli azzurri un’impresa che profuma di leggenda, con il terzetto composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti che sale sul gradino più alto del podio nell’inseguimento maschile. Il tempo finale di 3'39"20, stampato sul ghiaccio della Milano Speed Skating Arena, è stato infatti sufficiente per avere la meglio sugli Stati Uniti, campioni del mondo in carica e avversari temibilissimi, distanziati di ben quattro secondi e cinquantuno centesimi, un margine che rende l’idea della superiorità espressa dagli azzurri in una finale che hanno saputo interpretare con una tattica semplicemente perfetta. La strategia, come ormai ci ha abituato il team capitanato da Ghiotto, era chiara sin dai primi metri: lasciare che fossero gli statunitensi a dettare il ritmo iniziale, facendoli sfogare nei primi cinque giri per poi piazzare lo scatto decisivo, quella progressione veemente che ha permesso a Ghiotto di operare il sorpasso quando mancavano due tornate e mezzo al termine, trasformando l’ultimo chilometro in una lunga, trionfale sinfonia azzurra.

L’emozione di Casa Italia e la gioia di Lorello

Accoglienza trionfale, come si può facilmente immaginare, per i neo campioni olimpici al loro arrivo a Casa Italia, il quartier generale della spedizione azzurra a Milano, dove ad attendere Ghiotto, Giovannini e Malfatti c’era anche un altro protagonista di questa giornata memorabile, quel Riccardo Lorello che pure non era in pista per la finale ma che aveva contribuito a costruire il percorso verso l’oro, forte anche del bronzo conquistato nei cinquemila metri. Tra le dichiarazioni rilasciate a caldo nell’ebbrezza del momento, ha fatto sorridere e riflettere quella di Ghiotto, il vicentino che con la sua spinta inarrestabile ha fatto la differenza, il quale con una battuta spontanea e genuina ha confessato: “Ho fatto sport per dimagrire e piacere alle ragazze”, una frase che racconta quanto l’approccio umano e semplice possa talvolta nascondere le carriere più straordinarie. La medaglia conquistata oggi, la nona d’oro per l’Italia in questa rassegna iridata, porta la firma indelebile di tre ragazzi che sono sembrati un solo, tre pattinatori fusi in un’anima unica, con il primo che tira e gli altri due che spingono, appoggiando con rispetto e sincronia perfetta sul ghiaccio che prima picchia sotto le lame nella partenza fulminante e poi comincia a sibilare nell’aria che leggermente si sposta.

Il bilancio della giornata tra gioie e delusioni

Se la festa per l’oro nell’inseguimento ha colorato d’azzurro la vigilia di questo martedì olimpico, non si può certo dire lo stesso per altre discipline in cui l’Italia sperava di recitare un ruolo da protagonista, a partire dalla staffetta maschile di biathlon andata in scena sull’emozionante palcoscenico della Südtirol Arena di Anterselva. L’apertura di giornata, in questo senso, è stata tutto fuorché delle migliori, con il quartetto composto da Braunhofer, Hofer, Romanin e Giacomel che è naufragato già nel corso della prima frazione, complice la rottura di un bastoncino di Patrick Braunhofer che ha compromesso irrimediabilmente l’intera gara, tagliando fuori gli azzurri dalla lotta per le posizioni di vertice e condannandoli a un quattordicesimo posto finale che sa di amarezza, mentre l’oro andava alla Francia davanti a Norvegia e Svezia. Sul fronte del curling, invece, buone risposte sono giunte sia dal torneo maschile sia da quello femminile: i ragazzi di Joel Retornaz hanno piegato 8-5 gli Stati Uniti, mentre le ragazze hanno superato il Giappone con un altrettanto convincente 8-6, tenendo vive le speranze di proseguire il cammino verso le fasi decisive.

Hockey, pattinaggio e bob: le altre performance azzurre

Non è andata altrettanto bene per la formazione maschile di hockey su ghiaccio, che nei playoff ha steccato contro la Svizzera incassando un netto 3-0, una sconfitta che complica il percorso e che costringe a un immediato riscatto per non compromettere un torneo fin lì condotto con discreta autorità. Serata beffarda, inoltre, per Lara Naki Gutmann nel pattinaggio di figura: la giovane azzurra, impegnata nel programma corto del singolo femminile, è apparsa lontana dalla sua migliore espressione tecnica, riuscendo comunque a strappare la qualificazione per il libero, seppur con una prestazione che lascia intravedere ampi margini di miglioramento in vista della gara decisiva. Nel bob a due maschile, infine, buon sesto posto per la coppia composta da Patrick Baumgartner e Robert Mircea, piazzamento di tutto rispetto in una notte che ha invece incoronato la Germania dominatrice assoluta della disciplina, con un podio interamente tedesco a testimoniare la superiorità teutonica in questa specialità. La spedizione azzurra, forte ora di ventiquattro medaglie complessive, continua così ad aggiornare il proprio record in una Olimpiade che consegna ogni giornata alla storia, regalando al pubblico italiano emozioni che rimarranno impresse nella memoria collettiva ben oltre il suono delle sirene e l’ultimo giro di pista.

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