L'attentatore di Bruxelles, Abdesalem Lassoued, era arrivato a Lampedusa nel 2011

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo essere riuscito a raggiungere la Svezia, era stato rispedito in Italia sulla base del trattato di Dublino. Nel 2016 era stato indicato dalla Digos di Bologna come «radicalizzato» avendo espresso la volontà di aderire alla Jihad. Nel novembre 2019 aveva presentato richiesta di asilo in Belgio, la domanda era stata respinta l'anno successivo.

Abdesalem Lassoued, autore dell’attentato di Bruxelles, sbarca a Porto Empedocle dalla Tunisia il primo novembre 2011. All’epoca è già un islamista radicalizzato ed era evaso dal carcere. Dieci giorni dopo prende un aereo per la Norvegia, ma al suo arrivo viene rimandato in Italia. Nel 2014 parte per la Svezia e anche lì viene espulso. Torna a Torino, dove fa richiesta d’asilo, e poi va a Bologna. Fino al 2016 resta in Italia e viene segnalato come radicalizzato.

Il caffé Al Kaima, in rue Van Oost, nel cuore del quartiere di Schaerbeak, è un via vai di forze dell'ordine e reparti speciali della polizia. Qui ieri mattina, alle 8, è stato ucciso l'attentatore che lunedì sera ha seminato il panico a Bruxelles, assassinando due tifosi svedesi. Abdesalem Lassoued, 45 anni, stava facendo colazione in un locale non molto distante dalla sua abitazione. Forse aspettava l'arrivo delle forze dell'ordine, per martirizzarsi e completare l'aberrante rituale, oppure, come sostengono alcuni media del posto, qualcuno l'avrebbe riconosciuto e segnalato alle autorità.

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