L'attentatore di Bruxelles sbarcato a Lampedusa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'attentatore di Bruxelles, che ha ucciso due tifosi svedesi e che è stato eliminato ieri dalla polizia, era arrivato a Lampedusa nel 2011. Era riuscito a raggiungere la Svezia, ma da lì era stato rispedito in Italia sulla base del trattato di Dublino. Nel 2016 era stato indicato dalla Digos di Bologna come «radicalizzato» avendo espresso la volontà di aderire alla Jihad. Nel novembre 2019 aveva presentato richiesta di asilo in Belgio, la domanda era stata respinta l'anno successivo.

L’attentato terroristico che ha ammazzato due innocenti tifosi svedesi per le strade della capitale del Belgio è cominciato dodici anni fa quando Abdesalem Lassoued è arrivato in Europa, su un barcone attraccato sulla banchina di Porto Empedocle.

Il terrorista Lassoued ha cominciato a costruirsi lì: in Italia, prima. In Svezia, Norvegia e Belgio poi. Abdesalem Lassoued viene fermato in strada, a Bologna, da una pattuglia delle Volanti. Il tunisino di 45 anni, ucciso ieri dalla polizia belga dopo un conflitto a fuoco in un bar, già otto anni fa, ben prima dell’attentato messo a segno a place Sainctelette, era in odore di terrorismo. A Bologna aveva gravitato qualche settimana ed era stato intercettato anche dalla Digos. Erano infatti emersi, in quell’anno di sangue, macchiato da decine di attentati di stampo jihadista in mezza Europa, profili di pericolosità sociale su Lassoued: dagli accertamenti della Divisione indagini generali era emersa la volontà del tunisino di aderire alla jihad e partire per combattere.

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