Ponte sullo Stretto, tra entusiasmi e dubbi: il governo avanza, ma le critiche non tacciono
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Redazione Interno
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Mentre si avvicina l’avvio dei lavori per il ponte sullo Stretto di Messina, le voci a sostegno del progetto si intrecciano con quelle che ne mettono in discussione fattibilità e costi. Da un lato, c’è chi, come l’eurodeputato Antonio Papetti, minimizza il peso delle opposizioni: «Arriveranno anche i no ponte? Forse, ma per ora i comitati non sono il problema principale». Dall’altro, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino non usa mezzi termini per definire l’opera «un castello di sabbia che costa 20 miliardi», sottolineando come manchino ancora verifiche tecniche essenziali, dai test sui cavi alle indagini geologiche.
«Siamo ideologici noi, o chi manda a gara un progetto senza nemmeno un esecutivo definitivo?», ha chiesto Baldino durante un intervento televisivo, criticando una pianificazione che considera approssimativa. Le sue parole risuonano in un dibattito dove i dubbi non riguardano solo l’aspetto finanziario, ma anche quello strutturale. Un esperto, citando la storia sismica dello Stretto – teatro nel 1908 di un terremoto e uno tsunami con magnitudo 7.1 – avverte che le accelerazioni potrebbero superare i 2g, ben oltre quanto previsto dalle normative attuali. «La conoscenza geologica completa è l’unica difesa contro errori fatali», ha aggiunto, evidenziando rischi che non paiono sufficientemente valutati.
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