Fiorentina batte Bologna nel segno di Commisso, Vanoli: "Vittoria per lui"
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Redazione Sport
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Un dolore collettivo, quello per la scomparsa del presidente Rocco Commisso, che si è trasformato in una forza coesa capace di spingere la Fiorentina verso una delle prestazioni più convincenti dell'annata. Accadendo, per una di quelle ironie a volte crudeli del calendario, proprio nell'immediatezza del lutto, la partita contro il Bologna è diventata, suo malgrado, un tributo necessario e un test di carattere. I viola, che hanno affrontato la sfida con il gruppo al completo — persino alcuni giocatori infortunati hanno voluto essere presenti in tribuna —, hanno saputo tradurre in gioco concreto il patrimonio di valori che il proprietario ha cercato di trasmettere al club. Quelli, per intendersi, di una tenacia tutta italiana e di una visione ambiziosa, spesso discussa ma mai banale, che ha segnato profondamente l'identità della società.
La risposta dei giocatori sul campo
Il risultato, un 2-1 maturato al Dall'Ara, rappresenta dunque molto più di tre punti preziosi per la classifica, sebbene anche quelli — è bene sottolinearlo — siano cruciali per allontanare definitivamente gli spettri della zona retrocessione. La squadra di Paolo Vanoli ha offerto una prova di maturità e applicazione, controllando le fasi della gara e rispondendo con freddezza alle inevitabili reazioni degli avversari. Una risposta, la loro, che va al di là del mero fatto tecnico e che assume i contorni di un atto di affetto e di riconoscenza, quasi un impegno solenne preso in uno dei momenti più difficili per la storia recente del club. D'altronde, lo stesso allenatore, nel commentare la vittoria, ha rimarcato come l'impulso principale sia venuto proprio dalla volontà di onorare la figura del presidente.
Le parole del tecnico dopo il triplice fischio
"Ho chiesto ai ragazzi di mettere in campo quello che Rocco ci ha lasciato", ha dichiarato Vanoli a pochi minuti dalla fine dell'incontro, evidenziando come il pensiero di Commisso abbia accompagnato ogni scelta. "Non l'ho conosciuto di persona, ma al telefono mi ha sempre trasmesso un messaggio che mi rispecchia molto", ha aggiunto il coach, sottolineando una sintonia di vedute che travalicava il semplice rapporto di lavoro. Dichiarazioni che, al di là dell'occasione, restituiscono l'immagine di un uomo la cui influenza andava ben oltre gli aspetti finanziari o dirigenziali, toccando le corde più profonde della motivazione e dell'identità di gruppo. La famiglia del presidente, dal canto suo, non ha tardato a far pervenire il proprio messaggio, esprimendo la certezza che Commisso "sarebbe stato orgoglioso" della reazione dimostrata sia dalla squadra che dall'intero ambiente viola.
La controprova di una giornata amara per i felsinei
Se per la Fiorentina la partita si è configurata come un omaggio riuscito, per il Bologna la sconfitta ha avuto il sapore amaro di una clamorosa occasione sprecata, configurandosi anzi — come hanno rilevato diverse cronache locali — come la peggiore prestazione della loro stagione. Una ricaduta tecnica e mentale inspiegabile, considerando il percorso positivo degli ultimi mesi, che li ha visti addirittura incapaci di porre seria minaccia alla porta avversaria per gran parte della gara. Il primo tiro in porta degno di nota è arrivato, non a caso, solo a pochi minuti dalla fine, un dettaglio statistico che la dice lunga sulla loro giornata storta. Una prestazione opaca, insomma, che stride fortemente con l'immagine di squadra solida e propositiva che il club felsineo aveva saputo costruire, e che consegna alla sconfitta un peso specifico maggiore di quello che il semplice punteggio potrebbe suggerire.




