Scontro diplomatico tra Macron e Katz sul riconoscimento dello Stato palestinese

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione tra Francia e Israele raggiunge livelli senza precedenti dopo le dichiarazioni incrociate del presidente Emmanuel Macron e del ministro israeliano Israel Katz, che hanno riacceso il dibattito internazionale sulla questione palestinese. «Macron e i suoi amici creeranno lo Stato palestinese solo sulla carta. Noi invece costruiremo lo Stato ebraico vero qui in Cisgiordania», ha affermato Katz, con un tono che non ammette repliche, durante un discorso a Sa-Nur, località simbolo per la destra israeliana, dove vent’anni fa servì come paracadutista durante l’evacuazione dell’area.

Macron, dal canto suo, ha ribadito con fermezza la posizione francese durante il Forum sulla difesa di Singapore, definendo il riconoscimento di uno Stato palestinese non solo «un dovere morale», ma anche «un’esigenza politica». Senza mezzi termini, ha avvertito che gli Stati europei saranno costretti a «inasprire la loro posizione collettiva» se Israele non fornirà una risposta adeguata alla crisi umanitaria a Gaza «nelle prossime ore e nei prossimi giorni». Un monneto che ha scatenato la reazione immediata di Tel Aviv, dove il governo Netanyahu ha parlato di una vera e propria «crociata» contro lo Stato ebraico.

La frattura tra i due Paesi si è approfondita ulteriormente dopo che Macron, assieme a Canada e Regno Unito, aveva già minacciato «azioni concrete» qualora Israele non avesse modificato la propria condotta nella Striscia di Gaza. «Il blocco umanitario sta creando una situazione insostenibile», ha aggiunto il presidente francese, sottolineando come l’Occidente rischi di «perdere ogni credibilità» se abbandonasse Gaza al suo destino.

Israele, però, non sembra intenzionato a cedere. Katz ha replicato con un ultimatum a Hamas: «Accetti il piano americano o sarà annientata». Una posizione che riflette la linea dura del governo Netanyahu, deciso a procedere con le operazioni militari nonostante le pressioni internazionali. Intanto, lo scontro verbale tra Parigi e Tel Aviv rischia di avere ripercussioni più ampie, alimentando un clima di instabilità diplomatica già evidente da mesi.

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