Lisa Angiolini beffa Benedetta Pilato e conquista il titolo dei 100 rana a Riccione: toscana agli Europei 2026
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Redazione Sport
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Il primo pomeriggio di finali degli Assoluti primaverili di nuoto, in corso a Riccione, ha consegnato un verdetto chiaro nei 100 rana donne, sebbene non fosse esattamente quello che il direttore tecnico Cesare Butini aveva auspicato alla vigilia. La cabina di regia federale, nel definire i criteri di qualificazione per gli Europei 2026 di Parigi, aveva tracciato una linea ben precisa: il pass per la rassegna francese sarebbe stato strappato da chi fosse salito sul gradino più alto del podio oppure, in alternativa, da chi avesse fatto segnare un tempo uguale o inferiore all’1’06”2. L’asticella, insomma, era stata fissata alta, e la vigilia lasciava sperare in una doppia qualificazione che avrebbe blindato il reparto rana. Così però non è stato, perché l’unica a centrare l’obiettivo è stata Lisa Angiolini.
La toscana, con una rimonta che sa di rivincita dopo le stagioni altalenanti e qualche acciacco fisico, ha toccato la piastra in 1’06”33, un crono che, seppure di un soffio superiore al limite imposto dalla Fin, le è valso la vittoria e la certezza matematica della convocazione. La sua rimonta, in particolare, è stata letale per Benedetta Pilato, la quale sembrava avere il pieno controllo della gara dopo una prima vasca sontuosa: la pugliese aveva girato ai 50 metri in 30”62, con un margine di ben 66 centesimi sulla rivale. La seconda frazione, quella del rientro, è stata però fatale alla primatista italiana, che ha chiuso l’ultima vasca in 35”77; quel parziale lento le ha precluso il successo e, soprattutto, le ha sbarrato la porta dei continentali per appena sei centesimi.
Un rientro complicato tra crono e indagini giudiziarie
Va detto, per comprendere il contesto di questa prestazione, che Benedetta Pilato era attesa a questa gara come un test cruciale non solo dal punto di vista agonistico. Per lei, infatti, questa era la prima uscita pubblica a livello nazionale dopo i lunghi mesi di stop legati alla vicenda di Singapore: lo scorso agosto, l’azzurra era stata fermata all’aeroporto della città-stato insieme alla compagna di nazionale Chiara Tarantino con l’accusa, poi riconosciuta, di sottrazione di prodotti cosmetici dal duty free. Un episodio di cronaca che ha avuto strascichi disciplinari pesanti, culminati il 9 ottobre con una sospensione di 90 giorni dalle attività federali e sociali inflitta dalla Fin.
Il rientro in vasca, che era avvenuto in mattinata con il miglior tempo in batteria (1’06”77), sembrava aver riacceso la luce nel fondo della piscina, ma la finale ha raccontato una storia diversa. La pugliese ha pagato probabilmente il dispendio energetico di una partenza a razzo, perdendo lucidità nella gestione della vasca di ritorno proprio nel momento in cui serviva tenere botta. Dall’altra parte, Lisa Angiolini ha dimostrato una gestione della gara perfetta, aspettando il momento giusto per piazzare l’allungo e infilarsi in quella scia di scia che l’ha portata dritta dritta verso la qualificazione.
La notte fonda di Pilato e il podio di Bottazzo
A completare il podio, anche se staccata, è arrivata Anita Bottazzo con 1’06”89, a dimostrazione di un ricambio generazionale che, sebbene non abbia raggiunto i picchi di velocità sperati dalla dirigenza tecnica, sta comunque crescendo in termini di solidità. Per Pilato, invece, è una beffa doppia: non solo la sconfitta sul filo di lana, ma la consapevolezza di aver sprecato una chance importante. Secondo il regolamento, infatti, la prima opportunità per agguantare il tempo limite è già sfumata; ne avrà un’altra al Settecolli di Roma, ma la pressione per lei sarà già massima. La Delft, insomma, sembra essersi chiusa in maniera prematura su una delle nuotatrici più talentuose del panorama nazionale, costringendola ora a un’estate di fuoco per strappare la carta d’imbarco alla volta della Francia.
Lamberti vola nei 50 dorso, record e qualifica
Se il comparto femminile della rana lascia qualche rimpianto, quello maschile del dorso ha regalato invece un’autentica esplosione di gioia tecnica. Nella finale dei 50 dorso, con Thomas Ceccon assente da questi Assoluti per scelte tecniche, la scena è stata interamente monopolizzata da Michele Lamberti. Il figlio del grande Giorgio, che in passato aveva condiviso il primato italiano con Ceccon, ha voluto mettersi in proprio con una prestazione di altissimo livello.
Lamberti ha nuotato una gara perfetta, aggressiva nei primi 25 metri e pulitissima nella fase di subacquea finale, fermando il cronometro su un tempo che non solo gli vale il titolo tricolore, ma rappresenta un nuovo record italiano sulla distanza. Grazie a questa prestazione, e rientrando nei parametri temporali stabiliti dalla federazione, Lamberti ha agguantato immediatamente il pass per gli Europei di Parigi, regalando al movimento azzurro la prima grande certezza in ottica continentale nella giornata d’apertura.




