La Sampdoria sprofonda a Carrara, Lombardo: «Prendiamo gol assurdi»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta di Carrara, teatro dodici mesi fa dell’inizio della fine, si è trasformata ancora una volta in un incubo per la Sampdoria, che esce dallo Stadio dei Marmi con una sconfitta per due a zero che complica ulteriormente un cammino in Serie B già terribilmente in salita. La squadra di Attilio Lombardo, nonostante il cambio in panchina e la speranza di un effetto sorpresa che aveva retto per sessanta minuti contro il Venezia, è apparsa irriconoscibile, incapace di reagire e di fatto già con un piede e mezzo nel baratro della Serie C se si analizza la media punti delle ultime sei uscite, dove i blucerchiati hanno racimolato appena due punti. A nulla è valsa la presenza sugli spalti della sindaca di Genova, Silvia Salis, partita da Palazzo Tursi con una delegazione del suo staff per sostenere la squadra del cuore, una missione dal sapore popolare che però non ha sortito l’effetto sperato sul campo.

Se la prestazione contro i lagunari aveva fatto intravedere un barlume di compattezza, i novanta minuti in terra toscana hanno riportato alla luce tutti i limiti di un gruppo che sembra camminare sul precipizio senza una rete di protezione. Lombardo, nel dopogara, non ha usato giri di parole per descrivere l’ennesima battuta d’arresto, parlando di «gol assurdi» quelli incassati dalla sua squadra e sottolineando come certe reti si possano e si debbano evitare, se si vuole avere la minima pretesa di lottare per la salvezza. Il riferimento è a una squadra che appare fragile mentalmente oltre che tecnicamente, e che sembra rivivere gli stessi fantasmi della scorsa stagione, quando proprio a Carrara, lo scorso 25 aprile, maturò un ko pesantissimo che diede il via al tracollo finale.

Il film horror già visto e la solitudine di Popeye

La sensazione, analizzando i numeri di questa gestione, è quella di assistere a un copione già scritto, un film dell’orrore che si ripete identico da due campionati a questa parte. La dirigenza, nonostante i cambi in panchina e le promesse di svolta, continua a collezionare errori in serie che producono stagioni fotocopia, con la squadra perennemente arroccata nelle zone basse della classifica e incapace di dare continuità ai risultati. L’attuale proprietà, va detto, è riuscita in tre anni a far vivere al club le due peggiori stagioni degli ultimi ottant’anni, un record negativo che pesa come un macigno e che lascia i tifosi attoniti, quasi anestetizzati di fronte a questa agonia senza fine.

Lombardo, nel frattempo, cerca di tamponare una falla che sembra sempre più larga. La sua nomina, inizialmente pensata come temporanea in attesa di una soluzione definitiva dopo l’esonero della coppia Gregucci-Foti, sembra ora destinata a durare fino al termine della stagione, non tanto per una sua particolare investitura quanto per l’impossibilità pratica di trovare altri tecnici disposti a imbarcarsi in una nave che affonda. «Comunque vada, io non scapperò», aveva dichiarato nei giorni scorsi l’ex bandiera blucerchiata, un uomo che la Sampdoria ce l’ha nel DNA e che forse proprio per questo soffre più di altri nel vedere il libro della storia del club «sporco», un libro che lui con umiltà e senso di appartenenza sta cercando disperatamente di ripulire.

Il silenzio dei 620 e l’espulsione che complica tutto

Nel settore ospiti, esaurito in ogni ordine di posto nonostante le restrizioni e i divieti, i 620 sostenitori arrivati da Genova hanno scelto il silenzio nei primi minuti del match come forma di protesta, un gesto chiaro contro le limitazioni sempre più strette imposte loro dall’Osservatorio, un malcontento che si aggiunge a quello sportivo e che rende l’ambiente ancora più incandescente. Chi è sceso in campo, invece, non è riuscito a dare seguito all’entusiasmo della vigilia, e l’unico sussulto degno di nota è stato un tiro di Pafundi che si è stampato sulla traversa al quarantaduesimo, un episodio che da solo non può certo bastare a giustificare una prestazione deludente sotto ogni aspetto.

A rendere ancor più amaro il pomeriggio ci ha pensato l’espulsione di Salvatore Esposito, centrocampista e punto di riferimento dello spogliatoio, che salterà così la prossima sfida interna contro l’Avellino, un altro scontro diretto di quelli che pesano come macigni in ottica salvezza. Un’assenza pesante per Lombardo, che già deve fare i conti con un attacco inesistente e con una difesa che affonda al primo colpo di reni dell’avversario. E mentre Pescara, partito con ambizioni ben diverse, vola con undici punti nelle ultime cinque partite, la Sampdoria continua a perdere terreno, aggrappata a un record di vittorie che in questo anno solare si conta sulle dita di una mano.

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