Le borse affondano, sprofonda anche il Bitcoin
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Redazione Economia
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I mercati finanziari globali hanno vissuto una giornata di pesanti vendite, trascinati al ribasso da un diffuso sentimento di avversione al rischio che ha colpito senza distinzioni le piazze asiatiche, europee e statunitensi. A gettare benzina sul fuoco di un clima già reso instabile dalle incertezze sulla politica monetaria della Federal Reserve, la quale vede ridursi sensibilmente le attese per un prossimo taglio dei tassi, si sono aggiunti i timori per una possibile bolla speculativa nei titoli tecnologici, specialmente in quelli legati all’intelligenza artificiale. Un’ondata di vendite, che qualcuno ha definito un vero e proprio sell-off, ha travolto gli indici, i quali hanno registrato perdite consistenti, con l’Eurostoxx 50 che ha chiuso in netto ribasso e il Ftse Mib di Milano che non è stato da meno, segnando un calo di oltre il due percento e portandosi a un livello di poco superiore ai quarantaduemila punti.
Il nodo cruciale delle valutazioni tech
Il settore tecnologico, da mesi motore delle borse, mostra i primi segni di affaticamento, con gli investitori che iniziano a interrogarsi sulla solidità delle valutazioni, giudicate da molti eccessive. A minare ulteriormente la fiducia, del resto, hanno contribuito le mosse di alcuni grandi nomi della finanza: Peter Thiel, fondatore di Palantir e figura di spicco della Silicon Valley, ha infatti dismesso la sua partecipazione nel colosso dei chip, un passo significativo che segue di poco l’analoga decisione del fondo giapponese Softbank. Queste operazioni, che molti interpretano come un tentativo di realizzare gli utenti in un momento di massimi storici, hanno alimentato i dubbi sulla sostenibilità dell’entusiasmo che circonda l’universo AI, gettando un’ombra lunga sull’intero comparto.
L’attesa per il verdetto su Nvidia
In un contesto così fragile, tutti gli occhi sono puntati sui risultati trimestrali di Nvidia, attesi per mercoledì dopo la chiusura dei mercati americani. L’azienda, che fornisce i processori più avanzati per l’intelligenza artificiale, non è più considerata un semplice titolo azionario; è ormai diventata, come sottolineano gli analisti, un indicatore macroeconomico di prim’ordine, un termometro in grado di misurare la febbre dell’intero ciclo dell’AI. In quel dato, che verrà diffuso domani, si concentrano le aspettative sul capitale di spesa delle aziende, la liquidità disponibile a livello globale e persino le tensioni geopolitiche, le quali, con le frizioni tra Giappone e Cina, aggiungono un ulteriore strato di complessità alla già volatile situazione dei mercati.
Le ripercussioni sulle criptovalute
La fuga dagli investimenti considerati più rischiosi non ha risparmiato neppure il mondo delle valute digitali, dove il Bitcoin ha toccato il suo livello più basso degli ultimi sette mesi. Il crollo della criptovaluta per eccellenza, che spesso si muove in correlazione con il Nasdaq, riflette la medesima cautela che sta caratterizzando le borse tradizionali, suggerendo come il nervosismo degli operatori sia generalizzato e non settoriale. Mentre l’oro, bene rifugio per antonomasia, registra invece un andamento contrastato, il dollaro si rafforza sull’euro, in un quadro dove la ricerca di stabilità sembra essere l’unica costante in un mare di variabili imprevedibili.




