Rimpatri, il Consiglio Ue dà il via libera definitivo: soddisfazione di Fratelli d'Italia
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Redazione Esteri
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Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato definitivamente le nuove norme sui rimpatri delle persone che non hanno il diritto legale di soggiornare nell'Unione. La decisione, arrivata nella giornata di giovedì, rappresenta un passaggio significativo per la linea politica portata avanti dall'esecutivo italiano in materia di gestione dell'immigrazione irregolare. Il nuovo quadro normativo punta a rendere più rapide ed efficaci le procedure di rientro e integra le disposizioni previste dal Patto sulla migrazione e l'asilo.
Un quadro normativo più severo e strumenti operativi
Le nuove regole introducono una serie di strumenti a disposizione dei ventisette Stati membri per rendere effettivi i provvedimenti di rimpatrio. Tra le novità principali figura l'ordine europeo di rimpatrio, un modulo standardizzato che consentirà alle autorità nazionali di riconoscere ed eseguire le decisioni emesse da altri Stati membri, superando la frammentazione che finora ha caratterizzato la materia.
Il testo prevede inoltre obblighi stringenti per i cittadini di Paesi terzi destinatari di un provvedimento: dovranno cooperare con le autorità e lasciare il territorio dell'Unione entro i termini stabiliti. La mancata collaborazione potrà comportare sanzioni, tra cui la riduzione dei benefici assistenziali, il rifiuto degli incentivi al rimpatrio volontario e, ove previsto dalle legislazioni nazionali, anche sanzioni penali.
Hub nei Paesi terzi e trattenimento prolungato
Il regolamento apre per la prima volta alla possibilità di istituire centri di rimpatrio, i cosiddetti hub, in Paesi fuori dai confini dell'Unione. Tali strutture potranno essere realizzate sulla base di accordi o intese con Stati terzi che rispettino gli standard internazionali in materia di diritti umani e il principio di non respingimento. I minori non accompagnati sono esclusi da questi accordi.
Per quanto riguarda i soggetti considerati un rischio per la sicurezza, le nuove norme prevedono misure specifiche: gli Stati membri potranno emettere divieti di ingresso a tempo indeterminato, se giustificati e proporzionati, e disporre il trattenimento per periodi superiori ai ventiquattro mesi.
La soddisfazione di Fratelli d'Italia
Secondo quanto dichiarato da Berrino, esponente di Fratelli d'Italia al Senato, il via libera del Consiglio europeo rafforza la linea del governo Meloni nella lotta agli irregolari. La posizione espressa dal partito di maggioranza sottolinea come il nuovo regolamento rappresenti un riconoscimento delle politiche migratorie sostenute dall'Italia a livello comunitario.
Nel corso dell'iter legislativo, esponenti di Fratelli d'Italia avevano già accolto con favore l'approvazione della posizione negoziale del Parlamento europeo, definendola un passaggio importante per il rafforzamento del controllo dei confini esterni dell'Unione e per la lotta all'immigrazione illegale. La possibilità di realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi è stata più volte accostata al protocollo siglato dall'Italia con l'Albania, indicato come modello di riferimento per la dimensione esterna della gestione dei flussi migratori.
Prossimi passi e applicazione delle norme
Il regolamento sarà ora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione. Alcune disposizioni, come quelle relative agli hub nei Paesi terzi, saranno applicabili immediatamente, mentre le norme che richiedono un lavoro preparatorio da parte delle amministrazioni nazionali si applicheranno dopo un anno. Il testo sostituisce la direttiva rimpatri del 2008 e rappresenta il completamento del quadro legislativo avviato con il Patto sulla migrazione e l'asilo.
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