Roggero, la Lega presenta un ddl per allargare la legittima difesa. Forza Italia: «No a fughe in avanti»

Roggero, la Lega presenta un ddl per allargare la legittima difesa. Forza Italia: «No a fughe in avanti»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini ha fatto visita per il secondo giorno consecutivo a Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour recluso nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuta al termine della rapina nella sua gioielleria nell'aprile del 2021.

L'incontro, che ha visto il leader del Carroccio abbracciare il detenuto e parlare a lungo con lui davanti a un caffè, si è consumato in un clima di grande sostegno politico, con Salvini che ha addirittura suggerito a Roggero di scrivere un libro per raccontare la sua esperienza. Una mobilitazione che non si ferma alla dimensione umana e carceraria, ma che si traduce immediatamente in un'iniziativa legislativa concreta e destinata ad aprire un nuovo fronte nel dibattito politico italiano.

Il disegno di legge della Lega per modificare l'articolo 52 del codice penale

Mentre la petizione online promossa dalla Lega per chiedere la grazia al presidente della Repubblica superava quota 120.000 adesioni, il partito ha depositato un disegno di legge a prima firma del senatore Claudio Borghi che mira a riscrivere i confini della legittima difesa.

La proposta, che di fatto scagionerebbe chi come Roggero ha agito in condizioni non ritenute compatibili con la normativa attuale, prevede l'aggiunta di un nuovo comma all'articolo 52 del codice penale, stabilendo che in caso di aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o esercizio commerciale «qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l'aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta».

Una modifica che, come ha sottolineato lo stesso Borghi, potrebbe avere effetti retroattivi e rendere libero il gioielliere piemontese senza bisogno di attendere l'atto di clemenza del capo dello Stato.

La frenata di Forza Italia e le opposizioni: «Una follia, sarebbe il Far West»

L'iniziativa del Carroccio, tuttavia, ha immediatamente incontrato il muro di Forza Italia, il cui capogruppo alla Camera Enrico Costa ha invitato alla cautela, dichiarando che «un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull'onda emotiva di fatti di cronaca», perché lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione e destinate a durare, non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico.

Ancora più duri sono stati i toni dell'opposizione, con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha definito la proposta «una follia», sostenendo che se passasse «non esisterebbe più la legittima difesa, esisterebbe il diritto di realizzare una vendetta», venendo meno la proporzionalità e l'attualità del pericolo in un'interpretazione che cancellerebbe un istituto giuridico fondamentale.

La grazia, le scuse di Roggero a Mattarella e la richiesta della moglie

Parallelamente alla battaglia parlamentare, prosegue la partita sulla grazia, con la moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, che in un'intervista a La Stampa si è rivolta direttamente al presidente Mattarella chiedendo «un atto di clemenza e di umanità», invitandolo a guardare oltre le carte processuali per considerare l'età del marito, i traumi subiti e il fatto che non rappresenta un pericolo per la società.

La donna ha respinto l'immagine del gioielliere come «giustiziere», descrivendolo invece come un uomo profondamente legato alla famiglia che ha sempre messo la protezione dei suoi cari al di sopra di tutto. Lo stesso Roggero, secondo quanto riportato dal suo analista processuale Sergio Novani, avrebbe espresso rammarico per l'appello al presidente definito «troppo freddo», spiegando di essere stato schiacciato dalla tensione del momento e dall'imminenza dell'ingresso in carcere.

Il nodo dei risarcimenti e le possibili conseguenze patrimoniali

La vicenda, però, non si esaurisce nel capitolo penale. I familiari delle vittime, attraverso i loro legali, hanno già annunciato l'avvio delle procedure per il pignoramento dei beni del gioielliere, dopo che la sentenza definitiva ha riconosciuto provvisionali complessive per 480.000 euro, oltre alle spese legali sostenute dalle quindici persone costituite parte civile. L'avvocato Giuseppe Roberto Caruso, che rappresenta la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, ha fatto sapere che si procederà con i pignoramenti, considerando che Roggero possiede diverse proprietà.

Una raccolta fondi promossa dopo la condanna di primo grado, destinata anche alle spese legali e agli obblighi economici, potrebbe alleviare il peso delle richieste, che complessivamente ammontano a circa 3,3 milioni di euro e che saranno quantificate dal giudice civile sulla base dei criteri previsti dalla legge.

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