Sisto sulla riforma della legittima difesa: “Inaccettabile, proposta della Lega sconvolge i cardini del diritto penale”

Sisto sulla riforma della legittima difesa: “Inaccettabile, proposta della Lega sconvolge i cardini del diritto penale”
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La proposta del Carroccio in materia di legittima difesa, che mira a rendere non punibile qualsiasi reazione nell'immediatezza di un'aggressione a mano armata in casa o in un esercizio commerciale, è destinata a infiammare il dibattito politico e a spaccare la maggioranza di centrodestra. Un'idea, quella del partito di Matteo Salvini, che il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, esponente di Forza Italia, bolla senza mezzi termini come "inaccettabile", sottolineando come una simile modifica normativa rischi di sconvolgere i cardini del diritto penale italiano.

La linea di Forza Italia: cautela e no all'onda emotiva

La tensione all'interno del governo, in particolare tra gli alleati della coalizione, si fa palpabile. Se la Lega, con il suo leader Matteo Salvini, si è fatta paladina della causa del gioielliere Mario Roggero condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'uccisione di due rapinatori, la posizione di Forza Italia si delinea su un crinale decisamente più prudente. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, è stato chiaro nel mettere in guardia da decisioni "sull'onda emotiva di fatti di cronaca".

La richiesta del partito azzurro, come ribadito da Costa, è quella di un approccio ponderato, lontano da fughe in avanti che rischierebbero di minare la solidità di uno Stato di diritto che si fonda su norme scritte con "equilibrio e ponderazione". Nessuna apertura, dunque, alla modifica dell'articolo 52 del codice penale, almeno in questi termini e con queste tempistiche.

"Sconvolge i cardini del diritto penale": l'affondo di Sisto

Ancor più netta, se possibile, la presa di posizione del viceministro Sisto, che ha definito la proposta della Lega "inaccettabile" per la sua portata eversiva rispetto ai principi basilari dell'ordinamento giuridico. L'idea di rendere non punibile, come prevede il disegno di legge del senatore Claudio Borghi, qualsiasi reazione "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta", viene considerata da Sisto una forzatura che non può essere accolta.

Il viceministro ha parlato di una proposta che finisce per "sconvolgere i cardini del diritto penale", un'affermazione che evidenzia la profondità del solco che si sta aprendo tra i due partiti di maggioranza e che rischia di minare la coesione del governo su un tema tanto sensibile quanto complesso.

Il caso Roggero, tra grazia e risarcimento

Il dibattito si intreccia inevitabilmente con la vicenda giudiziaria di Mario Roggero. Mentre la Lega ha lanciato una petizione per chiedere la grazia al Presidente della Repubblica, raccogliendo oltre 120.000 adesioni, Sisto ha ribadito la posizione di Forza Italia, separando nettamente la questione della clemenza da quella di un presunto errore giudiziario.

Il viceministro ha definito la pena inflitta a Roggero "mite", considerando il reato commesso e le attenuanti già concesse, e ha sottolineato come la grazia, che spetta esclusivamente al Colle, non possa essere considerata un "quarto grado di giudizio" per disapplicare una sentenza ormai definitiva.

Sul fronte del risarcimento del danno alle famiglie delle vittime, invece, Forza Italia si è detta disponibile a valutare interventi normativi, ipotizzando un disegno di legge che escluda il risarcimento per chi si renda partecipe di un reato, una posizione che potrebbe trovare maggiore sintonia con le richieste degli alleati leghisti.

Le opposizioni attaccano: "Far West e sciacallaggio"

Se all'interno della maggioranza si registrano forti frizioni, le opposizioni hanno trovato un fronte comune per attaccare l'iniziativa della Lega e più in generale la gestione politica del caso. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha usato mezzi termini, definendo il disegno di legge leghista "una follia" che trasformerebbe il diritto in "un diritto di vendetta", cancellando istituti giuridici fondamentali e spingendo l'Italia verso una sorta di "Far West".

Dura anche la critica del Partito Democratico, con la capogruppo Chiara Braga che ha accusato la maggioranza di "spettacolarizzazione della giustizia" e di mettere in atto pressioni indebite sul Capo dello Stato. Una posizione, questa, che ribadisce la distanza incolmabile tra le diverse forze politiche su un tema, come quello della sicurezza e della difesa personale, destinato a restare al centro del dibattito politico per molto tempo.

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