Il caso Roggero, la grazia e lo scontro nella maggioranza: Meloni rivendica l'istruttoria

Il caso Roggero, la grazia e lo scontro nella maggioranza: Meloni rivendica l'istruttoria
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La detenzione di Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, continua a tenere banco nel dibattito politico nazionale.

Dopo la conferma della sentenza da parte della Cassazione e la conseguente costituzione nel carcere di Bollate, la vicenda si è trasformata in un terreno di scontro e di competizione all'interno della maggioranza, con il vicepremier Matteo Salvini che per il secondo giorno consecutivo ha fatto visita al detenuto e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che è intervenuta per rivendicare il ruolo del governo nell'iter per la grazia.

La posizione di Palazzo Chigi è stata chiarita dalla stessa premier in un'intervista al Corriere della Sera, dove ha spiegato di aver personalmente autorizzato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ad avviare l'istruttoria per una possibile grazia. "Ma certo, gli ho detto io di andare avanti. Bisogna chiamare le cose con il loro nome", ha affermato Meloni, specificando tuttavia che la decisione finale resta una prerogativa esclusiva del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La premier ha inoltre definito la pena inflitta al gioielliere "sproporzionata", richiamando l'attenzione sulla necessità di valutare il trauma e la paura vissuti da Roggero durante l'aggressione subita nella sua gioielleria nell'aprile del 2021.

La mobilitazione della Lega e la proposta di legge choc

La Lega, con il suo leader Matteo Salvini in prima linea, sta portando avanti una battaglia politica senza precedenti per ottenere la scarcerazione del gioielliere. Salvini, che si è presentato a Bollate indossando una maglietta con la scritta "Grazia subito per Mario Roggero", ha ribadito che la pena è "assolutamente eccessiva" e che milioni di italiani si identificano nella sua vicenda.

Il partito del Carroccio ha anche annunciato il deposito di un disegno di legge, a prima firma del senatore Claudio Borghi, che mira a modificare radicalmente la legge sulla legittima difesa. La proposta prevede la non punibilità di "qualsiasi reazione" nell'immediatezza di un'aggressione a mano armata in casa o in negozio, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati e dalla persistenza del pericolo, una norma che di fatto scagionerebbe Roggero e che è stata già ribattezzata la "pdl Roggero".

Il freno di Forza Italia e le reazioni delle opposizioni

Non tutta la maggioranza sembra però condividere l'estremizzazione della linea sulla sicurezza. Forza Italia, attraverso le parole del capogruppo alla Camera Enrico Costa e del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, ha invitato gli alleati a evitare "fughe in avanti" e a non assumere decisioni sull'onda emotiva dei fatti di cronaca. Sisto ha definito la proposta della Lega "inaccettabile" e un potenziale "liberi tutti" che rischierebbe di stravolgere i cardini del diritto penale.

Anche il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha sottolineato la necessità di affrontare il tema della legittima difesa con "razionalità e competenza", senza cavalcare l'onda emotiva. Dure le critiche anche dalle opposizioni: il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di "sciacallaggio", mentre Nicola Fratoianni di Avs ha bollato la campagna della destra contro il presidente Mattarella come "inaccettabile e vergognosa".

L'iter per la grazia e le prossime mosse

L'istruttoria per la grazia, avviata dal ministro Nordio su indicazione della premier, rappresenta ora il nodo centrale della vicenda, anche se il Quirinale ha già rivendicato con una certa irritazione la propria esclusiva competenza in materia. La famiglia di Roggero, nel frattempo, ha depositato la domanda di grazia e attende una risposta dal tribunale di sorveglianza di Torino su un'istanza per sospendere la pena. La difesa del gioielliere si dice fiduciosa, ma consapevole che i tempi non saranno brevi.

La vicenda si intreccia inevitabilmente con le prossime scadenze politiche, tanto che lo stesso Salvini ha dichiarato di valutare la possibilità di candidare Roggero alle prossime elezioni, un'ipotesi al momento resa complessa dalla perdita dei diritti politici legata alla condanna.

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