Il caso Roggero spacca la maggioranza, Lega spinge per il "Far West" e Forza Italia frena: "No a fughe in avanti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'ombra di Roberto Vannacci si allunga sul Carroccio e il caso di Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori, sta mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza di centrodestra.

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini cavalca la vicenda con iniziative politiche e mediatiche ad alta tensione, da via Arenula a Pontida, il partito di Matteo Salvini ha già pronto un disegno di legge che promette di estendere i confini della legittima difesa oltre ogni limite, scatenando un fronte di critiche durissimo da parte delle opposizioni e sollevando più di un malumore tra gli alleati di Forza Italia.

La vicenda, che vede il gioielliere recluso nel carcere di Bollate dopo la sentenza della Cassazione, si è trasformata in un vero e proprio caso politico, con il centrodestra che sembra diviso tra la volontà di assecondare l'onda emotiva dell'opinione pubblica e il rispetto delle prerogative dello Stato di diritto.

La proposta della Lega: "Qualsiasi reazione" non è punibile

Il senatore Claudio Borghi, a prima firma del provvedimento, ha depositato un ddl che modifica l'articolo 52 del codice penale, introducendo un nuovo comma che di fatto cancella il principio di proporzionalità al centro dell'attuale norma.

Il testo, visionato dall'Adnkronos, prevede che "in caso di aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l'aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta".

Una formulazione che, se approvata, scagionerebbe automaticamente chi, come Roggero, ha agito all'esterno del proprio negozio, una circostanza che la magistratura ha ritenuto incompatibile con i requisiti della legittima difesa, dato che i colpi furono esplosi mentre i rapinatori erano in fuga. Il senatore Borghi ha inoltre specificato che, grazie al principio della retroattività illimitata in caso di abolizione del reato, la nuova norma si applicherebbe anche al caso di Roggero, rendendo di fatto superflua la richiesta di grazia al Presidente della Repubblica.

Il "gelo" di Forza Italia e lo scontro con le opposizioni

L'iniziativa leghista non ha però trovato terreno fertile in Forza Italia, che ha scelto la linea della cautela, marcando una distanza netta dalla fuga in avanti del Carroccio. Il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha dichiarato che "un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull'onda emotiva di fatti di cronaca", sottolineando la necessità di scrivere norme "con equilibrio e ponderazione" e consigliando di "evitare fughe in avanti".

Un monito che evidenzia una crepa all'interno della compagine di governo, con Forza Italia che ribadisce il rispetto per le sentenze della magistratura, pur aprendo alla possibilità della grazia, purché vi siano le condizioni e venga rispettato l'iter istituzionale. L'intero arco delle opposizioni, dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico, ha attaccato la maggioranza accusandola di "sciacallaggio" politico.

Giuseppe Conte, leader del M5S, ha bollato il ddl come "una follia" che "cancellerebbe la legittima difesa", trasformandola in un "diritto di realizzare una vendetta" e prospettando uno scenario da "Far West totale". Durissime anche le dichiarazioni di Riccardo Magi di Più Europa, che ha parlato di "licenza di uccidere", e di Angelo Bonelli di Avs, secondo cui la destra starebbe spingendo l'Italia verso la "giustizia fai da te".

Le visite in carcere e la mobilitazione per la grazia

La mobilitazione politica si è concretizzata anche con le visite al carcere di Bollate, dove Roggero si è costituito venerdì 17 luglio, descritto come provato e in lacrime per l'impatto con la detenzione. Matteo Salvini, che ha visitato il gioielliere per due giorni consecutivi, ha parlato di un "lungo abbraccio" e ha rilanciato la proposta di candidarlo alle prossime elezioni, dichiarandosi "orgoglioso di poterlo fare".

Sulla stessa scia, il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha annunciato una raccolta di firme tra i parlamentari di tutto il centrodestra per chiedere la grazia al Presidente Mattarella, definendo "una follia" che chi si difende da una rapina debba risarcire i familiari dei rapinatori. La Lega, intanto, ha già avviato una raccolta firme su tutto il territorio nazionale, con gazebo e banchetti, per fare pressione sul Colle.

Tuttavia, il legale di Roggero, l'avvocato Stefano Marcolini, ha cercato di frenare gli entusiasmi, spiegando che i tempi per un'istruttoria presidenziale sulla grazia non sono brevi, definendola "una prospettiva interessante, ma di medio termine".

Il caso Roggero e lo spettro di Vannacci

Sullo sfondo della spaccatura politica, la figura di Roberto Vannacci e del suo movimento Futuro Nazionale emerge come un elemento di ulteriore tensione. Il generale, che ha fatto del caso Roggero un cavallo di battaglia, ha già annunciato una mobilitazione nazionale per la legittima difesa e non ha esitato a dichiarare che "se qualcuno mi aggredisce, la difesa deve essere sempre legittima".

La corsa a destra, che vede Salvini tentare di arginare la popolarità di Vannacci, è considerata da molti osservatori la molla che spinge il Carroccio su posizioni estreme, un tentativo di non cedere terreno sul tema della sicurezza. Le voci di un rimpasto di governo per riportare lo stesso Salvini al Viminale, al fine di contrastare l'ascesa del generale su un terreno politico a lui congeniale, sono ormai insistenti.

La vicenda giudiziaria di Roggero si trasforma così in un banco di prova per il governo, con la maggioranza che appare divisa tra la spinta populista della Lega e la cautela istituzionale di Forza Italia, mentre le opposizioni denunciano una pericolosa deriva verso la giustizia privata.

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