Katia Ricciarelli, il ricordo di Pippo Baudo: “Sarebbero 40 anni di matrimonio, una grande mancanza”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In un salotto televisivo, dove le confidenze spesso si mescolano ai ricordi, Katia Ricciarelli ha voluto commemorare una data che, nella sua vita, è rimasta impressa per sempre. Il giorno del suo ottantesimo compleanno, coincidente con quello che avrebbe potuto essere il quarantesimo anniversario di nozze con Pippo Baudo, la soprano ha mostrato l’anello ricevuto in dono dal conduttore, dichiarando, con una nota di malinconia palpabile, di fare a volte fatica a credere che lui non sia più qui. “Una grande mancanza”, ha affermato, consegnando al pubblico un’immagine di un legame che il tempo e gli eventi non sono riusciti a scalfire nella memoria, nonostante le vicissitudini personali che li hanno visti protagonisti negli ultimi anni.

Il lungo percorso dalla rabbia al distacco

Rispetto ai toni aspri e polemici che avevano caratterizzato una sua precedente apparizione, la Ricciarelli ha scelto, in questa occasione, un registro molto più pacato e conciliante. Riferendosi esplicitamente alla “rabbia” provata in passato, ha spiegato di non serbare più rancore, adottando un atteggiamento che lei stessa ha definito tipico del suo carattere, ricordando come da piccola la madre la chiamasse “cerino” per la sua capacità di infiammarsi e spegnersi rapidamente. Questo cambio di prospettiva, che sembra coinvolgere anche i rapporti con le persone vicine a Baudo negli ultimi anni, delinea un percorso interiore volto al superamento dei contrasti, seppur senza rinnegare il dolore per alcune situazioni vissute, come quella in cui si è sentita, a suo dire, messa in una posizione sgradevole.

Un compleanno condiviso tra ricordi e amicizia

La ricorrenza personale è stata condivisa in studio con un’altra icona della musica italiana, Iva Zanicchi, anche lei festeggiante nello stesso giorno. Le due artiste, descrivendosi con autoironia come “capricorno tremende” per la somiglianza caratteriale, hanno intrecciato i loro racconti, creando un contrappunto tra i rimandi al passato glorioso e la leggerezza del presente. Un aneddoto sulla pelle, scherzosamente citato dalla Zanicchi, ha alleggerito l’atmosfera, dimostrando come l’amicizia e la lunga consuetudine possano costituire un solido ponte tra epoche diverse della vita, offrendo un momento di spensieratezza anche nel mezzo di una riflessione più intima e commossa.

La delicatezza del ricordo oltre le polemiche

Il racconto della Ricciarelli, pertanto, si è concentrato sulla dimensione affettiva e privata del rapporto con Baudo, isolandola, almeno per una volta, dal rumore delle controversie. Evitando di approfondire gli aspetti più contorti delle vicende giudiziarie o delle inchieste che hanno talvolta coinvolto personaggi dello spettacolo, l’intervista ha restituito l’immagine di un lutto personale mai completamente elaborato, di un’assenza che, in date simboliche, riaffiora con tutta la sua forza. Quell’anello, mostrato non come un semplice gioiello ma come un reperto di una storia comune, ha chiuso idealmente un cerchio emotivo, trasformando una celebrazione pubblica in un tributo personale e discreto.

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