Milano Cortina 2026, il conto alla rovescia per le Paralimpiadi è già cominciato tra tedofori e atleti pronti a gareggiare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Archiviati i fasti e le medaglie delle Olimpiadi, l’attenzione si sposta ora sulla sfida paralimpica, un appuntamento che il presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha voluto definire un vero e proprio dovere istituzionale oltre che la naturale prosecuzione di un percorso iniziato con i Giochi. Se l’organizzazione ha raccolto consensi unanimi, come sottolineato dallo stesso Malagò nel commentare il riconoscimento ricevuto, il completamento dell’opera passa necessariamente dalla riuscita della rassegna dedicata agli atleti con disabilità, il cui statuto fondativo impone questa attenzione. La macchina organizzativa, infatti, è già in moto da tempo e il viaggio della fiamma paralimpica, simbolo di unità e resilienza, sta attraversando l’Italia per accendere i riflettori su questa che per molti rappresenta l’essenza più autentica dello spirito sportivo. Un percorso, quello della torcia, che toccherà luoghi simbolici come Venezia il prossimo 4 marzo, dove il sindaco Luigi Brugnaro ha voluto sottolineare come il tragitto, che si snoderà tra Mestre e il centro storico lagunare, rappresenti l’emblema di una città che unisce e che ambisce a essere accessibile e accogliente -8. L’avvio ufficiale delle competizioni è fissato per venerdì 6 marzo, e l’attesa tra gli atleti è palpabile, pronti a sfidarsi per salire sul gradino più alto del podio.

L’accensione a Milano e le parole di Fontana: il vero spirito olimpico

Le cerimonie di avvicinamento stanno già regalando momenti di intensa partecipazione popolare. A Milano, l’accensione simbolica del braciere in piazza Duomo ha richiamato una folla numerosa, testimoniando l’interesse e la vicinanza della città all’evento. Tra i tedofori che hanno preso parte alla staffetta partita dal Castello Sforzesco, sfilando lungo via Dante, c’era anche l’atleta cremonese Maria Bresciani, a rappresentare il territorio e il legame con il mondo paralimpico. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a suggellare l’importanza istituzionale della manifestazione. Fontana, visibilmente colpito dall’atmosfera, ha parlato di un’emozione forse persino superiore a quella olimpica, proprio perché vede coinvolti ragazzi che devono superare difficoltà maggiori per esprimere il loro talento e partecipare. Un concetto, questo, che il governatore lombardo ha voluto ribadire con forza, definendo le Paralimpiadi come la massima espressione della capacità di reagire e non arrendersi mai, un invito rivolto a tutti, e in particolare ai lombardi, affinché la festa possa continuare con la stessa partecipazione di pubblico -3. La fiamma, dopo l’accensione meneghina, proseguirà il suo itinerario che, stando al programma, toccherà numerose città italiane in undici giorni di viaggio, coprendo duemila chilometri con oltre cinquecento tedofori, per poi giungere alla cerimonia di apertura all’Arena di Verona il 6 marzo -2.

Il para ice hockey si scalda, la squadra azzurra tiene testa al Canada

Mentre la fiamma viaggia, gli atleti sono già scesi in campo per gli ultimi test pre-olimpici. La nazionale di para ice hockey, in particolare, ha affrontato in due amichevoli la fortissima selezione canadese, una delle favorite per la medaglia d’oro. Dopo la sconfitta netta all’esordio a Torino, gli azzurri hanno offerto una prova di carattere e sostanza a Varese, perdendo per 4 a 0 ma mostrando una tenuta difensiva e una intensità che lasciano ben sperare per l’esordio nella competizione. Il portiere Stillitano, schierato dal primo minuto, e l’intero quintetto sono riusciti a contenere le sfuriate canadesi per lunghi tratti della partita, limitando il passivo e costruendo anche qualche timida occasione offensiva, come la percussione di Landeros nel primo tempo che ha messo in difficoltà la difesa avversaria -4. Il coach Mirko Bianchi, analizzando la prestazione, ha evidenziato come queste amichevoli siano state fondamentali per riabituare la squadra al ritmo partita e per affinare quei dettagli difensivi che saranno cruciali nella fase a gironi. Gli azzurri faranno il loro ingresso al Villaggio Olimpico nei prossimi giorni, per poi iniziare gli allenamenti ufficiali alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena in vista del debutto, calendarizzato per sabato 7 marzo contro gli Stati Uniti, un match che si preannuncia già infuocato e che vedrà il tutto esaurito sugli spalti -4.

Storie di atleti e di rinascita: da Asti a Sanremo verso i Giochi

Il cammino verso Milano Cortina 2026 è lastricato di storie personali di straordinario coraggio e determinazione. Tra gli atleti pronti a gareggiare spicca il nome dell’astigiano Paolo Priolo, 40 anni, che rappresenterà l’Italia nel para-snowboard nelle specialità cross e banked slalom. La sua è una storia di rinascita sportiva: un grave incidente in moto il giorno del suo diciottesimo compleanno gli costò la perdita del braccio destro, ma la passione per lo snowboard, scoperta quasi per caso durante la riabilitazione, lo ha trasformato in un atleta di livello internazionale, capace di sfiorare il podio a PyeongChang 2018 con un ottavo posto e di tornare a competere ai massimi livelli dopo un periodo di stop per motivi lavorativi -1. La sua qualificazione, arrivata grazie ai podi in Coppa Europa, è la conferma che la fiamma agonistica non si è mai spenta. Parallelamente, la macchina della promozione paralimpica ha fatto tappa anche sul palco del Festival di Sanremo, dove il campione trentino di sci alpino Giacomo Bertagnolli, ipovedente, è salito all’Ariston insieme alla sua guida Andrea Ravelli per portare l’attenzione del grande pubblico televisivo sui Giochi invernali -7. Un palcoscenico importante, quello della musica italiana, che ha visto anche l’intervento in platea di Giovanni Malagò, il quale ha colto l’occasione per rilanciare l’appello a seguire con passione le gare paralimpiche, esattamente come è stato fatto per le Olimpiadi, affinché l’entusiasmo non cali e si trasformi in un sostegno concreto per tutti gli atleti -10.

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