La fiamma paralimpica attraverserà Venezia tra terra e acqua il 4 marzo
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Redazione Sport
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Il viaggio della fiamma paralimpica, quel simbolo che preannuncia l'imminente inizio dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, toccherà Venezia martedì 4 marzo, due giorni prima della cerimonia d'apertura ufficiale che si terrà all'Arena di Verona e che darà il via alle competizioni venerdì 6 -1. L'itinerario, pensato per esaltare la peculiare conformazione della città lagunare, si snoderà in un percorso misto che partirà dalla terraferma per poi abbracciare i canali e le piazze del centro storico, quasi a voler simboleggiare, nelle intenzioni dichiarate, quella connessione tra sponde diverse che il sindaco Luigi Brugnaro ha interpretato come il segno di una collettività capace di accogliere e farsi carico di una sfida importante -1.
Il programma della giornata, così come è stato reso noto, prenderà il via nel pomeriggio, precisamente alle 16.30, da Mestre, dove quindici tedofori si alterneranno lungo un tracciato di poco più di quattro chilometri che toccherà via Trezzo, viale Garibaldi, via Torre Belfredo e via Filiasi, prima di riconsegnare la fiaccola per la sua trasferta acquea -1. Dalle 17.20, l'attenzione si sposterà infatti a Venezia: ventitré tedofori, in questo caso, sono stati chiamati a percorrere un itinerario che dalle Zattere, passando per Punta della Dogana, prevede un suggestivo tratto a remi fino all'Arsenale, reso possibile grazie alla collaborazione con la Remiera Bucintoro e altre associazioni remiere cittadine, per poi riprendere via terra lungo Riva degli Schiavoni e culminare, con l'accensione del braciere, in piazza San Marco intorno alle 19.30 -1.
L'emozione di Milano e le parole di Fontana sul vero spirito dei Giochi
Prima di arrivare a Venezia, la fiamma ha già fatto tappa a Milano, dove mercoledì 25 febbraio il passaggio della torcia ha animato piazza Duomo, gremita di persone accorse per assistere alla cerimonia -3-9. I tedofori, partiti dal Castello Sforzesco, hanno percorso via Dante fino al sagrato della cattedrale, dove il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, presente assieme al sindaco Giuseppe Sala e ad altre autorità, ha acceso il braciere simbolico, soffermandosi sul significato profondo di questa ricorrenza -3-9. Fontana ha sottolineato come, dopo il successo delle Olimpiadi, ci si prepari a bissare il risultato con una manifestazione che merita la medesima attenzione, esprimendo poi un concetto legato alla dimensione più autentica della competizione: quella capacità di reagire e di non arrendersi mai che, a suo giudizio, negli atleti paralimpici si manifesta in maniera ancora più evidente, incarnando quello che ha definito il "vero spirito olimpico" -3.
Il contributo dei tedofori tra sport e impegno sociale
Tra coloro che hanno avuto l'onore di portare la fiaccola nell'evento milanese spiccano figure legate al mondo dello sport e dell'inclusione. Maria Bresciani, atleta cremonese, ha partecipato alla staffetta che ha preceduto l'accensione del braciere in piazza Duomo, un gesto che ha voluto coinvolgere diverse realtà del territorio -9. Particolare attenzione ha suscitato anche la presenza di Marco Zanotti, allenatore della cosiddetta "Squadra G", un gruppo promosso da una fondazione assicurativa per sostenere i giovani talenti paralimpici, il quale ha sfilato con la torcia tra il pubblico intervenuto all'Allianz Village allestito per l'occasione -2. Accanto a loro, il vicepresidente della Regione Lombardia, Marco Alparone, ha ricordato dal palco come le Olimpiadi, in realtà, non si siano mai interrotte, continuando in questo passaggio di consegne ideale che vede nello sport un veicolo per abbattere quelle che lui ha definito "barriere", con gli atleti paralimpici portatori di un messaggio che travalica la mera prestazione atletica -9.
Un percorso che unisce territori e culture diverse
Quello della fiamma paralimpica è quindi un viaggio che si configura come un trait d'union tra le diverse anime del Nord Italia, unendo territori geograficamente e culturalmente distinti sotto il comune denominatore dello sport e dei suoi valori. La scelta di Venezia, con il suo intreccio di ponti e canali, di calli e campi, appare funzionale a questa narrazione: la città diventa palcoscenico di un evento che, come ha tenuto a precisare lo stesso sindaco Brugnaro, considera atleti olimpici e paralimpici portatori della stessa determinazione e dello stesso sacrificio -1. Il passaggio della torcia, del resto, non è che l'antipasto di un programma che vedrà poi, a partire dal 6 marzo, oltre tremilacinquecento atleti provenienti da quasi cento paesi sfidarsi in sedici discipline, con l'obiettivo di scrivere una nuova pagina di sport e, auspicabilmente, di coesione -10.




