Il percorso della fiamma paralimpica a Verona e le tensioni che accompagnano l’inizio dei Giochi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il countdown che separa Milano Cortina 2026 dalla cerimonia di apertura, in programma stasera all’Arena di Verona, è giunto ormai alle battute finali e la macchina organizzativa, come da copione, ha messo a punto gli ultimi ingranaggi. Nel pomeriggio, ben prima che l’anfiteatro romano, patrimonio dell’Unesco, accolga atleti e autorità per lo spettacolo Life in Motion, l’attenzione della città scaligera si concentrerà sul passaggio della Fiamma Paralimpica. L’evento, che prenderà il via intorno alle 15.30 per concludersi attorno alle 17.15, si snoderà attraverso un percorso studiato per toccare alcuni dei luoghi più significativi del centro storico, regalando alla cittadinanza un assaggio dell’atmosfera di festa che culminerà in serata. Il corteo, partendo da via Del Fante, procederà lungo via Del Pontiere, attraverserà poi il cuore pulsante della città con Stradone Maffei e Stradone San Fermo, per poi costeggiare l’Adige passando da lungadige Bartolomeo Rubele e Ponte Nuovo, fino a giungere, dopo un itinerario articolato che includerà anche piazza Vittorio Veneto e via IV Novembre, alla meta finale di piazza San Zeno.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza, il Comune di Verona, recependo le direttive della Questura, ha predisposto un piano viabilistico che comporterà inevitabili ripercussioni sulla circolazione. Le strade interessate dal transito della torcia verranno chiuse al traffico, ma solo per il lasso di tempo strettamente indispensabile al passaggio del corteo, stimato in circa un quarto d’ora per ogni singolo tratto; un provvedimento, questo, pensato per limitare quanto più possibile i disagi ai residenti e a quanti si troveranno a dover attraversare la città. Dalle 8 del mattino e fino alle 18, inoltre, sarà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata in tutta piazza San Zeno, area che diventerà il palcoscenico degli eventi conclusivi legati all’arrivo della Fiamma. Le misure di sicurezza, va detto, non riguarderanno solamente il traffico veicolare: un’ordinanza prefettizia ha infatti disposto la chiusura, per l’intera giornata, di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado situati nel centro storico e nelle aree immediatamente limitrofe individuate come zone di sicurezza, una decisione drastica ma necessaria per gestire un afflusso di pubblico che si preannuncia notevole.

Se sul fronte logistico Verona si prepara ad accogliere l’evento con le inevitabili restrizioni del caso, il clima che circonda l’inizio di questi Giochi Paralimpici, i cinquantesimi della storia invernale, è tutt’altro che spensierato e risente pesantemente delle tensioni geopolitiche che attraversano lo scenario internazionale. La decisione del Comitato Paralimpico Internazionale, presa a suo tempo dall’assemblea generale, di riammettere alle competizioni gli atleti russi e bielorussi, consentendo loro di gareggiare sotto la propria bandiera, ha scatenato un’ondata di proteste che si è concretizzata in un vero e proprio boicottaggio della cerimonia d’apertura. Andrew Parsons, presidente dell’IPC, pur riconoscendo che la scelta non è stata ben accolta in alcune parti del mondo, ha ribadito con fermezza come si sia trattato di un processo democratico, votato dalla maggioranza dei membri, e ha respinto al mittente le critiche, sottolineando che non si può scegliere quando essere democratici a seconda del risultato.

Il boicottaggio, va precisato, non impedirà agli atleti di quelle nazioni di gareggiare, ma assume un valore altamente simbolico. L’Ucraina, insieme a una decina di altri Paesi tra cui Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Finlandia e i baltici, non invierà alcun rappresentante governativo o diplomatico all’Arena, e in alcuni casi la delegazione sportiva sarà ridotta ai minimi termini. Una frattura, questa, che getta un’ombra lunga sulla celebrazione dello sport paralimpico, facendo emergere come le divisioni politiche, anche in un contesto che dovrebbe essere di inclusione e dialogo, finiscano per prevalere. Non solo l’Ucraina, ma anche il conflitto in Medioriente sta condizionando la partecipazione, con alcuni atleti e team che hanno dovuto affrontare difficoltà nei trasferimenti a causa delle interruzioni dei voli, una situazione che l’IPC sta monitorando con attenzione per valutarne l’impatto sul regolare svolgimento della competizione.

Nel frattempo, l’organizzazione dei Giochi procede con i suoi numeri record, che testimoniano una crescita inarrestabile del movimento paralimpico. Sono 655 gli atleti, un numero mai raggiunto prima, in rappresentanza di 56 Paesi, pronti a sfidarsi in sei discipline fino al 15 marzo. Le gare si distribuiranno su quattro diverse location: Milano, Verona (che ospita solo la cerimonia), Cortina d’Ampezzo e Tesero, in Val di Fiemme. Lo sport che vedrà il maggior numero di partecipanti è il para sci nordico con 168 atleti, seguito a ruota dal para sci alpino con 164, mentre l’hockey su slittino, il para biathlon, lo snowboard e il curling in carrozzina completano un programma che assegnerà 79 serie di medaglie, con l’inedita novità del doppio misto nel curling, inserito per la prima volta nel calendario paralimpico.

Le polemiche sui portabandiera e la scommessa dell’inclusività

Una delle scelte organizzative che ha maggiormente suscitato curiosità, se non vere e proprie polemiche, riguarda l’assenza dei tradizionali portabandiera durante la sfilata delle nazioni all’Arena di Verona. Il Comitato Paralimpico Internazionale ha optato per una soluzione inedita: a sfilare con le bandiere al braccio non saranno gli atleti, bensì dei volontari. Una decisione, hanno spiegato dall’IPC, presa per garantire la massima uniformità di trattamento, dato che molte delegazioni, a causa delle gare in programma già dalla mattina di sabato 7 marzo in sedi lontane da Verona, non sarebbero state in grado di schierare i propri alfieri. In pratica, per non penalizzare chi, come gli sciatori alpini, sarà impegnato già all’alba di domani sulle nevi di Cortina, si è preferito livellare tutto verso il basso, affidando il compito ai volontari. Una scelta pratica che, però, priva la cerimonia di uno dei suoi momenti più iconici e carichi di pathos, ovvero l’ingresso degli atleti che guidano la propria nazionale.

Ma al di là delle questioni di rappresentanza, lo spettacolo dovrà comunque andare in scena e la direzione artistica, affidata ad Alfredo Accatino, promette un evento all’altezza della cornice. Il tema prescelto, “Life in Motion”, vuole essere un inno alla trasformazione e alla capacità di superare i limiti, declinato attraverso i linguaggi della musica, della danza e dell’arte contemporanea. Ci saranno performance di artisti del calibro di Stewart Copeland, storico batterista dei Police, del compositore Dardust e della giovanissima vincitrice di X Factor, Mimì Caruso. Ma il vero simbolo di questa edizione sarà probabilmente l’esibizione di Michele Specchiale, in arte DJ Miky Bionic, primo dj al mondo a suonare utilizzando una protesi mioelettrica avanzata al posto del braccio sinistro, perso in un incidente in gioventù. Un gesto artistico che, nelle intenzioni, incarna perfettamente lo spirito di innovazione e resilienza che i Giochi Paralimpici intendono celebrare. Non solo musica, ma anche arte visiva con il contributo di artisti come lo scultore Jago e il concettuale Emilio Isgrò, chiamati a interagire con la storica cornice dell’Arena.

Tra boicottaggi e protocollo, la politica si invita alla festa

Mentre la Fiamma percorre le vie di Verona tra ali di folla, la tensione politica rimane alta e si riflette anche nella composizione delle rappresentanze istituzionali presenti all’Arena. Alla cerimonia, accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ci sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la cui presenza, è stato precisato, rimane confermata “situazione internazionale permettendo”. Un’importante delegazione degli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump tornato alla Casa Bianca, sarà presente con il segretario per gli Affari dei Veterani Douglas Collins e l’ambasciatore a Roma Tilman J. Fertitta, a testimoniare l’attenzione dell’amministrazione americana per l’evento.

Dall’altro lato, l’assenza dei rappresentanti di Francia, Germania (la cui partecipazione è rimasta in dubbio fino all’ultimo) e di molti Paesi dell’Est Europa sarà difficilmente mascherata. Una spaccatura che rischia di offuscare il messaggio di unità che dovrebbe trasmettere una cerimonia d’apertura. E se l’IPC, nella persona di Andrew Parsons, continua a difendere la scelta della riammissione di russi e bielorussi come un atto dovuto verso la democrazia interna all’organizzazione, resta il fatto che lo sport, e quello paralimpico in particolare, si trova ancora una volta a fare i conti con macigni che poco hanno a che fare con lo spirito agonistico. La speranza è che, una volta spente le luci dell’Arena e accesa la Fiamma, a parlare siano le piste e le storie degli atleti, anche se il peso di queste assenze si farà sentire.

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