La fiaccola paralimpica accende piazza Duomo, la scritta sui portici della Galleria: “Aumentate le pensioni”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La FiammaFiamma Paralimpica ha fatto il suo ingresso nel cuore di Milano, e l’attimo solenne dell’accensione del braciere, avvenuta sul palco allestito dinanzi alla cattedrale, è stato per un breve frangente quasi messo in ombra da un messaggio luminoso comparso sui portici della Galleria Vittorio Emanuele II. Mentre i tedofori Giorgio Minisini e Arianna Sacripante, una coppia del nuoto artistico legata da tempo al progetto Filippide per l’inclusione attraverso lo sport, completavano il loro gesto, sul frontone del salotto buono della città scorreva una scritta che reclamava: “I disabili vivono le Olimpiadi ogni giorno. Aumentate la pensione e no guerre”. Una protesta visiva, netta e diretta, che per qualche istante ha sovrapposto alle coreografie ufficiali del viaggio verso l’appuntamento del 6 marzo all’Arena di Verona le istanze materiali e quotidiane delle persone con disabilità. L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Giuseppe Sala, e la Regione Lombardia con il presidente Attilio Fontana, presenti sul palco, hanno assistito alla cerimonia mentre la proiezione, chiara nel suo intento, rivendicava attenzione sul fronte del sostegno economico e della pace.

La tappa milanese rappresenta uno dei momenti centrali di un periplo che toccherà l’intero territorio nazionale coinvolgendo qualcosa come 501 tedofori, destinati a portare il simbolo dei Giochi Invernali attraverso le strade per undici giorni. Dopo l’accensione avvenuta ieri a Stoke Mandeville, il villaggio inglese universalmente riconosciuto come la culla del movimento paralimpico, la fiamma è giunta in Italia approdando inizialmente a Torino, per poi proseguire alla volta del capoluogo lombardo. Qui, l’abbraccio della folla ha fatto da cornice all’arrivo dei due tedofori, scelti non a caso: Minisini, pluricampione mondiale e pioniere del nuoto artistico maschile, e Sacripante, atleta con sindrome di Down che con lui condivide da anni vasche e obiettivi, rappresentano plasticamente quella commistione tra discipline e capacità che è il fondamento dello spirito paralimpico. Prima di loro, in mattinata, altri 49 tedofori si erano alternati in una staffetta che ha attraversato la città, preparando il terreno per l’accensione del braciere.

La piazza, gremita nonostante il clima invernale, ha così potuto assistere a un rito propiziatorio che rimanda direttamente all’inizio dei Giochi, in programma dal 6 al 15 marzo. Milano, in particolare, si appresta a vivere da protagonista la rassegna ospitando le gare di Para ice hockey presso la nuova Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, un impianto da quattordicimila posti destinato a diventare uno dei teatri principali della competizione. L’attenzione, però, dopo la comparsa della scritta sui portici, si è inevitabilmente spostata anche sul contenuto di quella richiesta, un monito a non dimenticare le difficoltà ordinarie dietro la brillantezza della ribalta sportiva. Una richiesta che ha riecheggiato per qualche minuto sotto i portici, prima che il cerimoniale riprendesse il suo corso e l’attenzione tornasse concentrata sulla fiamma.

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