La fiamma paralimpica scalda il Duomo di Milano prima di ripartire alla volta di Venezia
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Redazione Sport
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Il conto alla rovescia che scandisce le ultime ore prima dell'inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si accorcia inesorabilmente, e il simbolo di questa attesa, la fiammafiamma paralimpica, prosegue il suo pellegrinaggio attraverso l'Italia dopo aver toccato, mercoledì sera, il cuore pulsante del capoluogo lombardo. Una cerimonia che ha trasformato piazza Duomo in un crogiolo di emozioni, dove i riflettori si sono accesi non solo sul braciere, ma sul significato più profondo di un evento che, per usare le parole del governatore Attilio Fontana, incarna «il vero spirito olimpico» fatto di resilienza e capacità di superare ostacoli ben più grandi di una semplice gara sportiva -4. Quarantanove tedofori, una schiera che rappresenta idealmente l'intero universo dello sport, dai campioni paralimpici alle giovani promesse, si sono alternati nel percorso che dal Castello Sforzesco, snodandosi lungo via Dante, ha condotto la torcia fino al palco allestito dinanzi alla cattedrale, gremito di una folla che non ha voluto mancare all'appuntamento con la storia -6.
Il viaggio di questo fuoco sacro, che complessivamente coprirà duemila chilometri, non si ferma certo qui. Dopo l'accensione del braciere milanese alla presenza delle massime autorità cittadine e regionali – il sindaco Giuseppe Sala, infatti, ha condiviso il palco con Fontana e con l'assessora allo Sport Martina Riva – la staffetta ha ripreso il suo cammino, pronta a raggiungere nuove città e nuovi territori -6-8. Tra i volti noti che hanno sfilato lungo il tragitto milanese c'era anche l'atleta cremonese Maria Bresciani, testimone di come lo sport paralimpico sappia unire le storie personali in un unico, grande racconto collettivo di determinazione.
L'attenzione, ora, si sposta verso Est, dove la fiamma è attesa per il prossimo, significativo atto del suo percorso. Martedì 4 marzo sarà infatti Venezia ad accoglierla, in una tappa dal fascino particolare che si preannuncia spettacolare proprio per la sua natura ibrida -7. Il sindaco Luigi Brugnaro ha sottolineato come il percorso, che si snoderà prima a Mestre e poi nel centro storico lagunare, rappresenti «il simbolo concreto di una città che unisce e che vuole essere accessibile, accogliente e protagonista di una grande sfida collettiva» -7. Un tragitto che, partendo nel pomeriggio da terraferma con quindici tedofori lungo le vie mestrine, si sposterà poi sull'acqua: dalle Zattere, infatti, dopo aver costeggiato la Punta della Dogana, è previsto un suggestivo tratto acqueo che, grazie alla collaborazione delle remiere cittadine, condurrà la fiaccola fino all'Arsenale, per poi proseguire lungo Riva degli Schiavoni e culminare nell'accensione del braciere in piazza San Marco, cuore simbolico di una Venezia che si fa palcoscenico di inclusione -7.




