Sciopero agli stabilimenti Leonardo, adesione del 70% a Cameri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli operai degli stabilimenti Leonardo di tutta Italia hanno incrociato le braccia per l'intera giornata di mercoledì, in una protesta silenziosa, senza manifestazioni o cortei, ma rimanendo a casa. La causa principale di questa mobilitazione è il mancato rinnovo del contratto nazionale del lavoro per i metalmeccanici. Federmeccanica, dopo sei mesi di confronto con i sindacati di categoria di Cisl, Cgil e Uil, non ha ancora raggiunto un accordo su agevolazioni e aumenti di stipendio.

Silvano Uppo, segretario generale provinciale Uilm Uil, ha dichiarato che tra le principali richieste vi sono l'aumento in busta paga di 280 euro mensili in tre anni, la riduzione dell'orario da 40 a 35 ore settimanali a parità di stipendio e l'inserimento di misure contro il lavoro precario. La protesta, proclamata a livello nazionale da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, ha visto un'adesione significativa anche ad Asti, dove è stato organizzato un presidio in piazza Medici sotto la sede dell'Unione industriale.

Gianluigi Sgorba, segretario generale della Fiom Cgil di Pavia, ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei metalmeccanici allo sciopero di quattro ore proclamato nella provincia, con percentuali di adesione attorno al 65-70%. Anche a Ivrea, la giornata di sciopero nazionale dei metalmeccanici, indetta nella mattina di mercoledì 15 gennaio, ha registrato un'adesione del 100%, con un presidio davanti a Muviq.

La rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, avvenuta nell'ultimo incontro del 12 novembre 2024, ha portato a questa mobilitazione diffusa, che ha coinvolto numerosi stabilimenti in tutta Italia.

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