Caos in Figc, Chiellini si tira fuori: "Felice del mio ruolo alla Juve". Arriva il nuovo ct Mancini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giorgio Chiellini, Chief Club Affairs Officer della Juventus e consigliere federale in quota Lega, ha chiuso definitivamente ogni ipotesi che lo vedesse coinvolto in un possibile nuovo assetto della Nazionale italiana, dopo le dimissioni lampo di Paolo Maldini e Leonardo.

"Ci tenevo a precisare, dopo le notizie dei media in questi giorni, che io sono molto felice del mio ruolo alla Juventus e a supporto di Carnevali e del club nel presente e nel futuro" ha dichiarato l'ex difensore all'ingresso della sede della Figc a Roma, dove si è tenuto il Consiglio Federale che ha poi ufficializzato il nuovo corso della selezione azzurra.

In una giornata segnata da colpi di scena e scelte politiche nette, Chiellini ha voluto mettere un punto fermo sulla propria posizione, smentendo le indiscrezioni che lo accostavano al ruolo di direttore tecnico lasciato vacante dopo l'addio di Maldini.

Il ribaltone in Figc dopo il caso Pirlo e le dimissioni di Maldini

Il terremoto che ha scosso i vertici del calcio italiano è esploso negli ultimi giorni, quando il progetto iniziale, sostenuto da Paolo Maldini e Leonardo, è naufragato in maniera clamorosa. I due dirigenti, nominati da appena sedici giorni, avevano individuato in Andrea Pirlo il profilo ideale per guidare la panchina azzurra, ma la candidatura dell'ex centrocampista è stata bloccata a seguito delle polemiche sollevate dai suoi rapporti commerciali con un provider di scommesse russo, un veto che ha reso insostenibile la loro posizione in Federazione.

Di fronte all'impossibilità di portare avanti la loro linea, Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni, lasciando il presidente della Figc Giovanni Malagò a dover ricostruire in poche ore l'architettura tecnica della Nazionale, in un clima di evidente spaccatura politica e gestionale all'interno della Federcalcio.

La scelta di Malagò: Roberto Mancini nuovo ct, la strada per Ranieri

Il presidente Giovanni Malagò, dopo aver incassato le dimissioni dei due dirigenti e aver superato l'ipotesi di un ritorno di Antonio Conte, sostenuto da parte della Lega di Serie A, ha impresso una svolta netta e decisa, imponendo la propria linea nel Consiglio Federale. L'annuncio è arrivato senza troppi giri di parole: "Roberto Mancini è il ct della nazionale" ha dichiarato Malagò, sancendo così il ritorno sulla panchina azzurra del tecnico che aveva guidato l'Italia alla vittoria dell'Europeo nel 2021.

La scelta di Mancini rappresenta una vera e propria restaurazione dopo il tentativo di rivoluzione portato avanti da Maldini e Leonardo, un ritorno al passato per un commissario tecnico che già nel 2023 aveva lasciato l'incarico per accettare l'offerta dell'Arabia Saudita, una decisione che aveva lasciato l'amaro in bocca a molti tifosi e addetti ai lavori, ma che adesso viene perdonata in nome della necessità di affidare la guida a un uomo di esperienza.

A questo punto, con la panchina affidata a Mancini, si lavora per completare lo staff: Claudio Ranieri è in pole position per ricoprire il ruolo di direttore tecnico, un profilo che potrebbe essere ufficializzato a breve dopo la fumata bianca sull'allenatore.

Il ruolo di Chiellini lontano dal campo e il futuro della Juve

Mentre la Nazionale si affida a profili di grande esperienza come Mancini e il possibile Ranieri, Giorgio Chiellini ha ribadito con forza la volontà di restare al proprio posto alla Juventus, dove ricopre un ruolo di primo piano ma lontano dalle dinamiche quotidiane di campo e calciomercato.

Dopo un passaggio di consegne che ha visto Giovanni Carnevali assumere la guida del club e le figure di Cristiano Giuntoli e Frederic Massara gestire l'area sportiva, Chiellini ha chiesto e ottenuto un incarico più defilato, diventando Chief Club Affairs Officer e concentrandosi sulle attività istituzionali, sui rapporti con la Federazione, la Lega, l'Eca e la Uefa.

Le sue dichiarazioni, arrivate proprio mentre la Federazione era impegnata a ricucire gli strappi della vicenda azzurra, sono state un modo chiaro per mettere fine alle voci che lo volevano a capo del progetto tecnico della Nazionale, sancendo la definitiva separazione tra il suo futuro professionale e quello della selezione italiana, almeno per il momento.

L'evento ha inoltre messo in evidenza come, nonostante il nome di Chiellini fosse evocativo e apprezzato negli ambienti federali, la sua priorità rimanga quella di supportare il progetto bianconero, contribuendo alla governance del club e alla sua rappresentanza esterna.

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