Doppia tragedia nel cielo di Fano, due esperti paracadutisti perdono la vita
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Redazione Interno
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Un incidente che definisce, senza possibilità di appello, il confine sottile tra passione controllata e fatalità ha spezzato questa mattina la quiete dell’aeroporto di Fano. Due paracadutisti, persone di grande esperienza e con una lunga consuetudine con il volo, sono precipitati al suolo dopo che i loro paracadute si sono attorcigliati in una manovra che, stando alle prime e agghiaccianti ricostruzioni, li ha visti toccarsi in volo. L’impatto, avvenuto intorno alle undici e trenta nell’area della scuola di paracadutismo, non ha lasciato scampo, ponendo fine in pochi secondi alle esistenze di Ermes Zampa, settant’anni, e di Violetta Laiketsion, sessantatré.
Il racconto di una dinamica fulminea
La sequenza degli eventi, per quanto rapida e apparentemente inarrestabile, viene delineata dai primi elementi raccolti: il lancio, eseguito regolarmente e in compagnia di altri due paracadutisti esperti, amici della donna, si è trasformato in tragedia nella fase di discesa, quando i due si trovavano ormai a circa cinquanta metri dal suolo. "Immaginate due corpi... una vela che si chiude... loro due che scendono senza portanza", ha dichiarato un istruttore che li conosceva da anni, descrivendo con parole essenziali il momento in cui la mancanza di sostentamento aerodinamico ha reso inevitabile la caduta. Un contatto, dunque, che ha innescato il groviglio delle vele, annullando in un istante quella portanza che era la loro unica garanzia di salvezza.
Il profilo delle vittime, legate dalla stessa passione
Ermes Zampa, fanese, era un istruttore, figura di riferimento in quell’ambiente; Violetta Laiketsion, residente a Rimini ma originaria del Brasile, era paracadutista da tantissimo tempo, tanto da essere ricordata da chi la conosceva come colei che aveva “avviato” altri a questa disciplina. La loro competenza, elemento che rende l’accaduto ancor più amaro e difficile da accettare per chi frequentava la scuola, non è stata sufficiente a contrastare una concatenazione di eventi fisici che, una volta in moto, non ha concesso margine di recupero. I carabinieri, giunti sul posto per i rilievi di legge, hanno proceduto all’avviso delle rispettive famiglie, mentre l’intera struttura aeroportuale veniva pervasa da un clima di sgomento e incredulità.
Le indagini per accertare le cause precise
L’attenzione degli investigatori si concentra ora, com’è ovvio, sui dettagli tecnici che hanno portato all’intreccio dei paracadute, esaminando minuziosamente le attrezzature e ascoltando le testimonianze degli altri paracadutisti presenti, i quali hanno assistito impotenti alla scena. La “fatalità”, termine più volte evocato nelle prime ore dopo il dramma, dovrà essere verificata e compresa in ogni suo aspetto, sebbene appaia chiaro a tutti che si sia trattato di un evento raro e imprevedibile, soprattutto considerando il profilo dei due sportivi. L’aeronautica, alla quale spesso spettano indagini di questo tipo quando sono coinvolti velivoli, potrebbe essere chiamata a collaborare per dissipare ogni dubbio residuo sulla dinamica, in un procedimento che procede nel massimo rispetto del dolore delle persone coinvolte.




