Giallo di Pietracatella, il referto dell'autopsia consegnato in procura: "decessi causati da dosi letali di ricina"
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Redazione Interno
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Depositato alla procura di Larino il referto sulle autopsie di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le due vittime dell'avvelenamento da ricina a Pietracatella. La dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale incaricato per l'esame autoptico dalla Procuratrice Elvira Antonelli, ha dichiarato all'Adnkronos di aver trasmesso martedì, per via digitale, la relazione, confermando che entrambi i decessi sono stati causati da dosi letali della sostanza tossica.
Le conclusioni dell'esame autoptico
La relazione depositata, che secondo indiscrezioni sfiorerebbe le 900 pagine, rappresenta un passaggio fondamentale nelle indagini, perché mette nero su bianco la causa dei decessi dopo mesi di approfondimenti tecnici e scientifici.
La conferma ufficiale arriva dopo che già lo scorso aprile i consulenti dell'Istituto Maugeri di Pavia, diretti dal professor Carlo Locatelli, avevano riscontrato la presenza di ricina nei campioni biologici prelevati dalle due donne, parlando di un quadro clinico-analitico "scientificamente compatibile, con elevato grado di affidabilità tecnico-scientifica, con una intossicazione acuta da ricina".
Tocca ora alla procura stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime: se vi sia stato un intervento esterno oppure se la pista dell'omicidio maturato all'interno del nucleo familiare resti quella più plausibile.
Il nodo della somministrazione e le indagini in corso
L'esito degli accertamenti medico-legali, pur offrendo una certezza sulla causa del decesso, non risolve il principale interrogativo investigativo sulle modalità con cui il veleno è entrato nell'organismo di madre e figlia.
La negatività alla ricina riscontrata nei campioni ematici di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, secondo quanto evidenziato dal tossicologo dell'Istituto Maugeri, può ritenersi compatibile sia con l'eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione dell'analita a causa del tempo trascorso tra il prelievo e l'esecuzione delle analisi. Le indiscrezioni parlano di una possibile svolta nelle indagini e di sospetti precisi, ma non c'è ancora niente di concreto, con bocche cucite in procura e in questura.
Gli sviluppi nelle ultime ore
Gli investigatori stanno continuando a sentire persone informate sui fatti per raccogliere elementi a carico delle quattro persone considerate sospette, con gli ultimi interrogati che sarebbero stati il parroco della parrocchia del piccolo comune molisano e la cugina del marito e padre delle vittime. Contemporaneamente proseguono gli accertamenti sui reperti affidati ai laboratori di Berlino e, da ieri, i difensori dei medici indagati per omicidio colposo possono prendere visione degli atti.
Il deposito del referto autoptico rappresenta quindi un tassello cruciale per l'inchiesta, offrendo una base scientifica sulla quale proseguiranno gli approfondimenti, chiamati a chiarire l'origine della sostanza e le responsabilità penali.




