L’Italia Ultima nel G20 per Salari Reali, Schlein Accusa il Governo: "Meloni Immobile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati, crudi e privi di attenuanti, parlano chiaro: l’Italia occupa l’ultimo posto nella classifica del G20 per quanto riguarda i salari reali dei lavoratori. A sottolinearlo con toni duri è Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, che in una nota ha accusato il governo di non aver intrapreso alcuna azione concreta per invertire la rotta. "Sette milioni di lavoratori attendono il rinnovo dei contratti", ha ricordato, aggiungendo che le retribuzioni non tengono conto né del caro energia – il più alto d’Europa – né dell’inflazione reale, che ha eroso il potere d’acquisto, specialmente tra i dipendenti pubblici.

La fotografia scattata dalle statistiche internazionali è impietosa. Tra il 2008 e il 2024, i salari italiani hanno subito un crollo del 8,7%, mentre in Francia e Germania sono cresciuti, rispettivamente, del 5% e del 15%. Un divario che non si spiega soltanto con le crisi globali, ma con scelte politiche ed economiche precise. Giorgio Gori, eurodeputato del PD ed ex sindaco di Bergamo, ha usato parole nette: "Una volta svalutavamo la lira, oggi svalutiamo il lavoro". Una metafora che racchiude decenni di stagnazione salariale, dove il sistema Italia sembra aver preferito comprimere i redditi piuttosto che investire sulla competitività.

L’Istat conferma un quadro sociale sempre più preoccupante: 13,5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà o ne sono a rischio, con un reddito familiare reale diminuito dell’1,6% solo nel 2023. Tradotto in cifre, significa 500 euro in meno all’anno per persona, un dato che racconta, senza bisogno di enfasi, la progressiva marginalizzazione di ampie fasce della popolazione.

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