Mario Vanacore parla del caso di Simonetta Cesaroni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Mario Vanacore, oggi 64enne e titolare di una ditta a Torino, è finito nel mirino dei media dopo che una relazione dei carabinieri lo ha indicato come possibile autore del delitto di via Poma. In un'intervista alla 'Stampa', Vanacore afferma di aver visto Simonetta Cesaroni solo dopo la sua morte. L'uomo lamenta che "ce l'hanno con la mia famiglia", ipotizzando attacchi magari di "qualcuno che abbiamo anche querelato".

Il sospetto su Vanacore

Vanacore è stato indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni nell’informativa che i carabinieri hanno consegnato ai magistrati della procura di Roma nell’ambito della nuova indagine sull'omicidio. In risposta a queste accuse, Vanacore ha presentato un esposto in primavera, insieme al suo avvocato, per «calunnia e diffamazione».

Il ritorno alla cronaca di Pietro Vanacore

Il caso ha riportato alla cronaca la memoria di Pietro Vanacore, di origine tarantina, era il portiere accusato, e poi prosciolto, di aver ucciso la ventenne Simonetta Cesaroni con 29 coltellate il 7 agosto 1990 a Roma. Dopo venti anni di sospetti e accuse che stravolsero la sua vita Pietro tornò nella sua terra d’origine e si suicidò nella notte tra lunedì 8 marzo e martedì 9 del 2010 attorcigliandosi una corda attorno alle caviglie e gettandosi nelle acque del mare di fronte a Torre Ovo, a Torricella, in provincia di Taranto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.