L'inchiesta sul caso di Simonetta Cesaroni prosegue
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Redazione Interno
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Il caso di Simonetta Cesaroni, la ventenne segretaria romana uccisa il 7 agosto 1990, continua a tenere banco. Nonostante siano passati quasi 34 anni, l'inchiesta non ha ancora trovato una conclusione definitiva. La procura di Roma ha vagliato varie piste, ma nessuna di queste ha trovato una base solida su cui procedere.
Le accuse a Mario Vanacore
Mario Vanacore, indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni, ha espresso la sua frustrazione in un'intervista a La Stampa. "L'unica volta che ho visto Simonetta Cesaroni era morta", ha dichiarato, aggiungendo che sembra che qualcuno ce l'abbia con la sua famiglia.
La richiesta di giustizia della sorella di Simonetta
Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, ha espresso la sua determinazione a continuare a lottare per la giustizia. "Chiedo giustizia da quasi 34 anni e non l’ho ancora ottenuta. Hanno voluto coprire l’assassino di mia sorella. Spero che non vengano archiviate né l’inchiesta su Mario Vanacore né quella su Francesco Caracciolo Di Sarno. Io non smetterò mai di lottare", ha dichiarato in un colloquio con la Stampa.
Il futuro dell'inchiesta
Nonostante le difficoltà, l'inchiesta sul caso di Simonetta Cesaroni prosegue. La famiglia della vittima ha accolto l'ennesima novità sul giallo mai risolto di via Poma con rassegnazione, ma non ha perso la speranza di vedere finalmente fatta giustizia. La strada verso la verità è ancora lunga, ma la determinazione di chi cerca giustizia per Simonetta Cesaroni non sembra affievolirsi.




