Il mistero di Simonetta Cesaroni: Mario Vanacore sospettato
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Redazione Interno
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Simonetta Cesaroni, una giovane donna, è stata brutalmente uccisa il 7 agosto del 1990. Il caso, noto per la sua ferocia, è stato riaperto dopo un'inchiesta su istanza degli avvocati della famiglia Cesaroni.
Il sospetto
Mario Vanacore, figlio del portiere Pietrino Vanacore dello stabile nel quartiere Prati a Roma, è stato identificato dai Carabinieri di Piazzale Clodio come presunto colpevole dell’omicidio. L'omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto con 29 coltellate, ha scosso l'intera nazione. Tuttavia, nonostante le conclusioni investigative, la Procura non è convinta della ricostruzione, e ha chiesto l’archiviazione.
La difesa di Vanacore
Mario Vanacore si difende dalle accuse contenute in una lunga informativa dei carabinieri, consegnata nelle mani dei magistrati della Procura di Roma, nella quale i militari indicano figlio del portiere del condominio di via Poma come il killer di Simonetta Cesaroni. «L'unica volta che ho visto Simonetta era morta», ha detto l'uomo, oggi 64enne, in un'intervista alla 'Stampà.
Il punto di vista del magistrato
Trentatrè anni dopo, se c’è una cosa che Giancarlo De Cataldo, magistrato, scrittore e sceneggiatore, si sente dire sul delitto irrisolto di Simonetta Cesaroni è che «per quanto possa essere una ferita dolorosa il non essere riusciti a dare giustizia alla famiglia, dobbiamo cercare il colpevole, non un colpevole. Perché questa sarebbe una tragedia ancora più grande».




