Il mistero di via Poma: Mario Vanacore sospettato di omicidio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa il 7 agosto del 1990, è tornato alla ribalta con nuove accuse rivolte a Mario Vanacore. Quest'ultimo, figlio del portiere del condominio di via Poma a Roma, è stato indicato dai Carabinieri come il presunto colpevole dell'omicidio. Nonostante le conclusioni investigative, la Procura non è convinta della ricostruzione e ha chiesto l'archiviazione.

Le accuse a Mario Vanacore

Mario Vanacore, oggi 64enne, si difende dalle accuse contenute in una lunga informativa dei carabinieri, consegnata nelle mani dei magistrati della Procura di Roma. Secondo i militari, Vanacore sarebbe il killer di Simonetta Cesaroni. "L'unica volta che ho visto Simonetta era morta", ha detto l'uomo in un'intervista alla 'Stampà.

Il caso riaperto

Questo caso, noto per la sua ferocia, è stato riaperto dopo un’inchiesta su istanza degli avvocati della famiglia Cesaroni. Tuttavia, nonostante le conclusioni investigative, la Procura non è convinta della ricostruzione e ha chiesto l’archiviazione.

La difesa di Vanacore

Vanacore nega le accuse e ha già querelato. Anche la Procura di Roma ha già chiesto l’archiviazione. Ma i carabinieri sono convinti: è stato Mario Vanacore, il 7 agosto 1990, a uccidere Simonetta Cesaroni con 29 coltellate in via Poma a Roma.

Un giallo che continua

E’ l’ultimo capitolo di un giallo che continua da 34 anni, fra indagini e processi che si smentiscono l’un l’altro. Ora i carabinieri, in una corposa informativa consegnata ai magistrati della Procura di Roma, tornano ad accusare Vanacore, che oggi ha 64 anni ed è titolare di una ditta che vende attrezzature mediche a Torino.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.