Val Gardena, sulla Saslong primo test tra gobbe e nevischio: Paris e Schieder analizzano la pista

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settimana della Val Gardena ha preso il via, come di consueto, con il primo assaggio cronometrato sulla celebre Saslong, un test che si è rivelato più un’analisi approfondita delle impegnative condizioni del tracciato che una vera e propria anticipazione degli esiti di gara. Mentre il nidvaldese Marco Odermatt, leader del circuito, ha fermato il cronometro sul tempo di riferimento di 2’03”68, molti degli atleti, una volta scesi, hanno concentrato i propri commenti non tanto sulle prestazioni ma sull’impervio miscuglio di nevischio e scarsa visibilità che ha caratterizzato la parte alta del percorso e, soprattutto, l’insidioso passaggio delle cosiddette “gobbe del cammello”. Questo tratto, già al centro di un acceso confronto tecnico al termine delle prove, ha confermato la sua pericolosità, richiedendo agli sciatori un’estrema precisione nella guida e un notevole dispendio fisico.

Un bilancio di squadra con luci e ombre per l’Italia

Tra i big, l’attenzione locale si è naturalmente rivolta verso Dominik Paris, il quale, con il terzo tempo a soli 78 centesimi dal capolista, ha espresso un giudizio positivo sulla propria discesa pur evidenziando come le condizioni, in particolare la neve trasformata, non fossero esattamente le sue preferite. Accanto a lui, Florian Schieder ha fornito una lettura analitica della pista, contribuendo a quel pool di informazioni preziose per il team in vista delle competizioni ufficiali. Un quadro di insieme che, se da un lato mostra competitività ai massimi livelli, dall’altro registra anche l’incidente occorso allo sciatore austriaco Stefan Eichberger, il quale, dopo un duro atterraggio proprio dalle gobbe citate, ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco del ginocchio destro, vedendo così terminare anticipatamente la sua stagione.

La selezione azzurra e il peso degli allenamenti

La prova odierna, come spiegato dal coach Lorenzo Galli, ha assunto un valore particolare nell’ambito della selezione interna della squadra italiana maschile, rappresentando un primo, importante banco di prova per stabilire chi, tra gli atleti in lotta per un posto, meriti di affrontare le due discese in programma. In questo contesto, Giovanni Franzoni appare al momento il più avvantaggiato, avendo saputo interpretare al meglio un tracciato che, per sua stessa natura, non perdona incertezze. La giornata di mercoledì, con il secondo training ufficiale anticipato alle 10.30, sarà un’altra tappa fondamentale per questi atleti, sebbene la sua effettuazione non sia al momento del tutto certa a causa delle variabili meteorologiche che spesso caratterizzano questo appuntamento dolomitico.

Il calendario delle gare e l’attesa per la “classica”

Il programma della settimana prevede ora, dopo questa prima ricognizione, la discesa libera in versione sprint in calendario per giovedì, seguita dal superG e dalla attesissima discesa classica di sabato sulla medesima pista. Si tratta di appuntamenti che, come sottolineato dagli addetti ai lavori, vedranno ritmi e approcci completamente diversi rispetto a un semplice allenamento, nonostante le rilevazioni cronometriche di oggi abbiano comunque offerto spunti significativi. La squadra svizzera, con Odermatt in testa ma anche con l’ottima prestazione di Niels Hintermann e Stefan Rogentin, si presenta in forma smagliante, mentre altri favoriti dovranno recuperare terreno, in un contesto dove la pista, con le sue peculiarità tecniche e le sue insidie nascoste, rimane la grande protagonista e l’arbitro più severo.

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