Al Bano contro Romina Power: “Mi ha distrutto”. Le lacrime a “Domenica In” nel ricordo di Ylenia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La televisione pubblica, domenica dopo domenica, si trasforma spesso in un teatro delle emozioni crude, un palcoscenico dove il confine tra confessione e resa dei conti si assottiglia fino a sparire. Ed è proprio in quello spazio, nel salotto ovattato ma spietato di Mara Venier, che Al Bano Carrisi ha scelto di rispondere – con la voce che si frantumava in singhiozzi – alle parole che Romina Power aveva rilasciato giorni prima a “Belve”, il programma di Francesca Fagnani. Il cantante, seduto sul divano, ha consegnato agli spettatori un racconto viscerale: “Mi ha distrutto”, ha detto riferendosi all’ex moglie, usando un’accusa che pesa come un macigno. Non una semplice lite tra ex coniugi, ma lo scontro di due versioni opposte su un abisso comune: la scomparsa di Ylenia, la figlia ventitreenne che il 6 gennaio 1994 è sparita nel nulla a New Orleans.
L’appello in lacrime: “Romina, non ammazzarmi”
Mentre le telecamere inquadravano il suo volto segnato, Al Bano ha pronunciato una frase che suona quasi come un’implorazione disperata: “Romina, non ammazzarmi, non lo merito”. Una dichiarazione che racchiude in poche sillabe anni di incomprensioni, silenzi e rancori mai del tutto sopiti. Da una parte c’è la madre, dall’altra il padre, e in mezzo il vuoto lasciato da Ylenia. L’artista – con la voce che talvolta si perdeva in un pianto trattenuto, a tratti esploso – ha ricostruito il dolore di un uomo che, dopo il crollo, si è trovato a cercare la figlia nelle strade di notte, mentre la moglie aveva preso un’altra direzione. “Uscivo la notte a cercare mia figlia”, ha ribadito, quasi volesse rivendicare una paternità fatta di gesti concreti, non solo di parole.
La crisi iniziata nel 1989, ben prima della tragedia
A differenza di quanto il pubblico potrebbe immaginare – ovvero che la fine del matrimonio fosse una conseguenza diretta del lutto – Al Bano ha tenuto a precisare un passaggio cronologico cruciale. “Eravamo già agli sgoccioli quando è scomparsa nostra figlia, la crisi è iniziata nel 1989”, ha detto, spostando indietro di cinque anni l’inizio della frattura. Ha parlato di un tentativo, da parte sua, di salvare l’unione a tutti i costi, ma ha descritto una Romina distante, presa da “non so quale realtà”, tanto da non vederlo nemmeno più. Lui aspettava, lei andava in America, e quel disallineamento – secondo la sua versione – ha reso insostenibile la convivenza ancor prima che la scomparsa di Ylenia trasformasse il dolore in un macigno insormontabile.
“Ylenia è viva solo nei nostri cuori”
Nel momento più toccante dell’intervista, quando Mara Venier ha lasciato spazio al ricordo della primogenita, Al Bano ha voluto ribadire con forza un concetto che sembra essere per lui una sorta di verità incontrovertibile: “Ylenia è nel cuore di Romina, nel mio cuore... ed è solo lì che lei è viva”. Una frase che chiude la porta a ogni altra narrazione, quasi a voler mettere un argine alle parole dell’ex moglie. La rabbia e il dolore si sono mescolati in un racconto senza filtri, dove il cantante ha rivendicato la propria dignità di padre – quella di chi non ha smesso di cercare, di aspettare, di ricordare – contrapponendola a una narrazione che lui sente come lesiva. Senza mai nominare esplicitamente le accuse reciproche, ha pianto, si è incazzato, ha supplicato. E alla fine, dal palco di “Domenica In”, ha lasciato una frase che resterà: quella di un uomo che chiede solo di non essere “ammazzato” una seconda volta.




